MOSCA - Mentre il conflitto tra l’asse israelo-statunitense e l’Iran entra in una fase critica, emerge un ruolo determinante della Russia dietro le quinte.
Secondo un’inchiesta del Washington Post, che cita tre funzionari coperti dall’anonimato, Mosca starebbe fornendo a Teheran informazioni di intelligence cruciali per localizzare e colpire gli asset militari degli Stati Uniti in Medio Oriente.
L’assistenza russa si starebbe traducendo in uno sforzo “piuttosto completo” per mappare la posizione di navi da guerra e aerei nemici. Questa condivisione di dati sensibili sarebbe diventata vitale per l’Iran dopo che, nei primi sei giorni di combattimenti, la capacità di rilevamento autonoma dell’esercito iraniano era stata drasticamente ridotta dai raid alleati.
Gli esperti, tra cui Dara Massicot del Carnegie Endowment, notano che l’Iran sta effettuando rilevamenti estremamente precisi sui radar di allerta rapida statunitense. La sofisticatezza degli attacchi iraniani suggerisce l’uso di dati esterni per sopraffare le difese aeree degli Stati Uniti, puntando direttamente alle strutture di comando e controllo. I russi sono consapevoli dell’assistenza che forniamo a Kiev”, ha commentato un funzionario Usa, “e sono ben felici di ottenere una qualche rivincita su questa scacchiera”.
Nonostante i forti legami economici, al momento non risultano prove di un coinvolgimento diretto della Cina nel sostegno militare a Teheran. Pechino sembra mantenere una posizione di cauta attesa, a differenza di Mosca che rivendica apertamente il legame con l’alleato. Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha confermato che il dialogo con la leadership iraniana è costante e “certamente continuerà”.
Dal canto suo, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha ringraziato pubblicamente Russia e Cina per l’aiuto fornito “politicamente e in altri modi”, una formula che sembra confermare la cooperazione sotterranea denunciata dall’intelligence Usa.
Il rapporto tra Mosca e Teheran si è trasformato in uno scambio simmetrico di favori bellici, a partire dalla tecnologia dei droni Shahed che l’Iran ha fornito alla Russia per l’impiego massiccio in Ucraina e che ora viene utilizzata quotidianamente contro le forze statunitensi nel Golfo. Questa collaborazione garantisce a Mosca significativi vantaggi economici, poiché la destabilizzazione del Medio Oriente favorisce l’aumento dei prezzi e delle vendite di petrolio russo, e assicura al contempo una distrazione strategica fondamentale, dato che ogni risorsa spostata dagli Stati Uniti verso l’Iran viene sottratta alla causa ucraina, obiettivo primario del Cremlino.
Nonostante le evidenze riportate dalla stampa, il Pentagono e la Cia mantengono un profilo di estrema cautela, rifiutandosi di commentare ufficialmente l’assistenza russa. Tuttavia, il coinvolgimento di un competitor nucleare come la Russia trasforma quello che era iniziato come un intervento regionale in una sfida globale, dove i confini tra la guerra in Europa e quella in Medio Oriente si fanno sempre più sfumati.