Tre Regioni italiane, tre continenti e altrettante giornate per raccontare una tradizione che, a migliaia di chilometri da casa, continua a parlare la lingua delle nostre radici.
Il Segmento Tarantella Festival torna in Victoria per la sua quinta edizione e lo fa allargando ancora una volta gli orizzonti, con un programma che dal 23 al 25 ottobre intreccerà musica, danza, racconti e culture provenienti da diverse parti del mondo.
Il filo conduttore di quest’anno è il numero tre. “Invitiamo artisti da tre Regioni d’Italia – Campania, Calabria e Sicilia – e da tre continenti – Europa, Asia e Africa”, spiega Giovanni Butera, della Segmento Foundation, organizzatrice della manifestazione.
Il sipario si alzerà il 23 ottobre all’Open Factory, con la presentazione degli artisti, un ricco buffet, musica e danze popolari. Il giorno successivo il Festival farà tappa all’Italian Social Club di Ararat, nel Victoria regionale, prima del gran finale del 25 ottobre al Calabria Club.
Qui, dalle 11am alle 6pm, si alterneranno oltre quindici performance su due palchi, mentre ai più piccoli saranno dedicati giochi, face painting, spettacoli di magia e persino un tamburello in regalo. Ma lo sguardo è rivolto anche agli anziani con la ‘Nonno e Nonna Mission’: chi desidera partecipare ma non dispone di un mezzo di trasporto potrà essere accompagnato alla manifestazione.
Di primo piano il cartellone artistico. “Dalla Campania arriveranno gli Ars Nova Napoli e il virtuoso della chitarra battente Alessandro Santacaterina, mentre da Sydney giungeranno i musicisti siciliani Scupiri”, annuncia Butera. A condurre sarà Gisella Cozzo, con Fulvio Cama, direttamente da Reggio Calabria, tra gli ospiti speciali. Quest’ultimo proporrà workshop e momenti di storytelling, mentre già si guarda al 2027, quando ricorrerà il centenario della nascita di Rosa Balistreri: la fondazione di Cama e Segmento stanno infatti lavorando a uno spettacolo dedicato all’indimenticabile cantautrice siciliana.
Non soltanto note e passi di danza, dunque. Il Festival punta sempre più a diventare un crocevia di linguaggi artistici, con workshop, narrazione e mostre multimediali dedicate alla tarantella e al Mezzogiorno.
Alla base resta però un’esigenza semplice: tenere vivo il legame con la terra d’origine. Un filo che, nelle comunità italiane d’Australia, passa dalla tavola alle tradizioni familiari fino alla musica.
Ed è proprio quest’ultima ad abbattere più facilmente confini e distanze.
Artisti italiani, africani, cinesi e thailandesi incontratisi nelle precedenti edizioni hanno cominciato a costruire collaborazioni e nuovi progetti comuni. Perché, come sottolinea Giovanni, ciò che li accomuna va ben oltre provenienze e lingue diverse: “Hanno sicuramente qualcosa di molto in comune, che è il raccontare la propria terra attraverso la musica”.