In un tempo in cui la sicurezza quotidiana è diventata una preoccupazione sempre più condivisa – anche per una città notoriamente fra le più vivibili al mondo come Melbourne –, ascoltare la voce di chi opera in prima linea può fare la differenza. La presenza, durante il pranzo mensile del Toscana Social Club (altro articolo a pagina 35), del sergente Alexander Nucci in servizio presso la stazione di polizia di Moonee Ponds, ha aggiunto alla giornata un momento di particolare valore civico, trasformando l’incontro in un’occasione preziosa di dialogo diretto tra istituzioni e comunità. Nel suo intervento, Nucci ha ripercorso il proprio cammino professionale e ha voluto lanciare un messaggio chiaro: la sicurezza è un bene collettivo, costruito attraverso informazione, fiducia e tanta collaborazione.
Entrato nella Victoria Police nel 2012, dopo un periodo di viaggi in Italia che lo aveva portato a riflettere sul proprio futuro, Nucci ha spiegato di aver scelto la divisa cercando un lavoro dinamico, lontano dalla routine e capace di offrire stimoli quotidiani.
Nel corso degli anni ha maturato esperienze diverse: dal servizio in uniforme al lavoro investigativo come detective nell’area di Merri-bek, fino a un intenso periodo nella squadra omicidi in città, dove ha conosciuto da vicino il peso umano delle tragedie e il rapporto delicato con le famiglie delle vittime. Dall’anno scorso è stato promosso sergente, continuando a operare sul territorio con un ruolo di maggiore responsabilità.
La sua storia personale si intreccia con quella di tanti italo-australiani. Figlio di padre italiano, con radici a Fornaci di Barga in Toscana, Nucci ha sottolineato quanto sia importante, per chi lavora nelle forze dell’ordine, comprendere il tessuto multiculturale di Melbourne. “Ci sono persone anziane che magari non parlano bene inglese e non sanno a chi rivolgersi”, ha osservato, ricordando i propri nonni e il ritorno spontaneo alla lingua italiana con l’età. In questo senso, club come quello toscano rappresentano più di un luogo di ritrovo: “Sono presìdi sociali dove si conserva l’identità e si rafforza la fiducia reciproca”.
Nel suo intervento, il sergente ha insistito su valori fondamentali per chi indossa una divisa: disciplina e leadership, ma anche empatia, pazienza e flessibilità. “Spesso le persone che incontriamo stanno vivendo il momento più traumatico della loro vita”, ha spiegato. Comprendere la vulnerabilità altrui, saper ascoltare senza giudicare, riconoscere che rabbia e frustrazione non sono dirette all’agente ma alla situazione stessa, sono competenze umane che fanno la differenza tanto quanto quelle operative.
Accanto al racconto della carriera, Nucci ha voluto offrire consigli concreti e utili ai presenti, molti dei quali anziani o particolarmente esposti a truffe e piccoli reati. “La prevenzione – ha ricordato –, è oggi uno degli strumenti più efficaci per proteggere la comunità”.
Tra i problemi più frequenti nel Victoria c’è il furto delle targhe dalle automobili, un reato apparentemente minore ma spesso collegato ad attività più gravi.
La Victoria Police mette a disposizione gratuitamente speciali viti di sicurezza che rendono molto più difficile la rimozione delle targhe: un accorgimento semplice, ma capace di ridurre notevolmente il rischio.
Un altro fronte delicato riguarda le frodi online e il furto d’identità, fenomeni in forte crescita e sempre più sofisticati. “Email false, telefonate ingannevoli, messaggi che imitano banche o enti ufficiali sono strumenti usati dai truffatori per ottenere dati personali e denaro” ha spiegato il sergente.
Il consiglio principale è stato netto: non fornire mai informazioni sensibili al telefono o via e-mail se si viene contattati in modo inatteso. In caso di dubbio, è sempre meglio riattaccare e richiamare direttamente l’istituzione interessata utilizzando il numero ufficiale riportato sulla carta bancaria o sul sito verificato. “La prudenza, in questi casi, è una forma di autodifesa fondamentale”.
Nucci ha invitato anche a prestare attenzione a ciò che si condivide online, perché spesso i criminali costruiscono le proprie truffe raccogliendo piccoli dettagli disseminati sui social. La consapevolezza digitale, ha spiegato, è ormai parte integrante della sicurezza quotidiana, così come il sostegno reciproco tra vicini e membri della comunità. “Non voglio che nessuno, soprattutto le persone più vulnerabili, venga truffato”, ha detto, incoraggiando tutti a segnalare senza esitazione situazioni sospette.
Per chi desidera approfondire, il sergente ha ricordato che la Victoria Police offre risorse e strategie di prevenzione facilmente accessibili anche online. Basta consultare il sito ufficiale https://www.police.vic.gov.au/ o rivolgersi alla propria stazione locale per ricevere informazioni e supporto.