ROMA – Espulsioni più rapide per gli stranieri irregolari ed estensione su scala nazionale del cosiddetto “modello Caivano”. Il governo Meloni sta lavorando a un nuovo pacchetto sicurezza, ancora in fase di elaborazione, che potrebbe arrivare sul tavolo del Consiglio dei ministri già in una delle prossime riunioni.
Il perimetro degli interventi è ampio e tocca dossier sensibili, dall’immigrazione alla sicurezza urbana fino all’organizzazione delle forze di polizia.
Tra le misure allo studio, spiegano fonti governative, c’è innanzitutto l’ipotesi di estendere a livello nazionale il “modello Caivano”, l’insieme di interventi messi in campo nel Comune campano, dopo una serie di gravi fatti di cronaca che avevano coinvolto gruppi di minorenni.
Quel modello prevede un mix di rafforzamento della presenza dello Stato sul territorio, maggiore coordinamento tra forze dell’ordine, interventi sociali e scolastici e una più forte responsabilizzazione delle famiglie.
L’idea dell’esecutivo è replicarlo in altre aree del Paese, puntando in particolare sulla prevenzione e su una maggiore attenzione al ruolo dei genitori, soprattutto per quanto riguarda la vendita e il possesso di coltelli e armi improprie tra i minorenni.
Sul fronte delle forze di polizia, il pacchetto sicurezza prevederebbe soprattutto interventi di tipo organizzativo e correttivi interni, mentre torna sul tavolo anche una proposta di Fratelli d’Italia che riguarda la procedibilità nei casi di uso legittimo della forza. Non si tratterebbe di uno “scudo penale”, precisano le stesse fonti, ma di un meccanismo pensato per evitare l’iscrizione automatica nel registro degli indagati di chi interviene legittimamente.
La norma, che non riguarderebbe solo gli agenti, ma anche, per esempio, un gioielliere che reagisce a una rapina o un vigile impegnato in un’operazione di servizio, servirebbe a garantire un “tempo tecnico di valutazione” dei fatti prima dell’apertura formale di un’indagine.
Un capitolo a parte è dedicato all’immigrazione. Anche qui il governo starebbe valutando misure per rendere “più rapide ed efficaci le espulsioni”, attraverso procedure semplificate e tempi ridotti, nel tentativo di superare le difficoltà operative che spesso rallentano l’allontanamento degli stranieri irregolari.
Resta infine da definire la forma giuridica degli interventi. Non è escluso che il pacchetto venga suddiviso in più provvedimenti: alcune misure potrebbero confluire in un decreto-legge, mentre altre, che non presentano i requisiti di necessità e urgenza previsti dalla Costituzione, potrebbero seguire l’iter parlamentare ordinario.