LOS ALERCES, CHUBUT - Rischiano la vita per contenere le fiamme, difendono foreste, abitazioni e comunità intere, ma lo fanno in condizioni lavorative precarie e con stipendi che non coprono nemmeno il costo della vita.

È la realtà quotidiana dei vigili del fuoco forestali argentini, a tutti noti come brigadistas, impegnati nella lotta contro gli incendi che stanno devastando la Patagonia.

Attualmente, percepiscono salari mensili compresi tra i 650.000 e gli 850.000 pesos, importi inferiori al valore stimato del paniere di beni essenziali che misura il livello di povertà. A peggiorare la situazione è la totale assenza di aggiornamenti salariali: il governo di Javier Milei ha deciso di non riaprire le trattative paritarie per i lavoratori dei Parchi Nazionali dal 2022 e, nel corso del 2024, li ha persino esclusi dalle paritarie di settore.

Il risultato è paradossale: i brigadistas, in prima linea contro le fiamme, guadagnano meno degli impiegati amministrativi della stessa area, nonostante l’elevato rischio fisico e ambientale che caratterizza il loro lavoro.

La scorsa settimana i boschi della Patagonia hanno subito tra i piú devastanti incendi mai registrati. Con l’opinione pubblica concentrata sul problema degli incendi forestali e nonostante la negazione delle conseguenze del cambiamento climatico, Javier Milei, ha pubblicato sulla piattaforma X una foto che lo ritraeva con le fiamme sullo sfondo mentre salutava un brigadista, ringraziando “gli eroi che rischiano la vita per salvare quella degli altri”.

L’immagine, però, si è stata generata dall’intelligenza artificiale. Né il presidente né i suoi funzionari si sono recati nelle zone colpite dagli incendi, che hanno già distrutto oltre 21mila ettari.

Reali, invece, sono state le reazioni degli agenti. Soccorritori e vigili del fuoco hanno denunciato condizioni di lavoro precarie, in netto contrasto con le parole di sostegno espresse dal presidente.

Durante le operazioni per contenere il focolaio attivo nella zona del Lago Menéndez, brigadisti dei parchi nazionali Lanín, Nahuel Huapi, Laguna Blanca e Los Alerces hanno effettuato una pausa simbolica per rendere visibile una protesta che dura da anni. Uniti, hanno chiesto risposte urgenti alle autorità nazionali: salari dignitosi, stabilità lavorativa, passaggio a contratto permanente e una pensione adeguata al rischio della loro professione.

“La situazione è precaria e irrisolta da troppo tempo. Chiediamo solo l’essenziale: un salario dignitoso, stabilità lavorativa, l’assunzione a tempo indeterminato e una pensione adeguata. Servono risposte urgenti”, ha dichiarato Hernán Mondino, brigadista del Parco Nazionale Los Alerces e delegato del sindacato Ate, in un video diffuso sui social direttamente dal fronte dell’incendio.

Nel frattempo, di fronte all’avanzata degli incendi nel sud del Paese, il deputato dell’opposizione Esteban Paulón ha presentato un progetto di legge per dichiarare l’emergenza ignea e ambientale in Patagonia e introdurre una compensazione economica speciale per chi combatte il fuoco in condizioni estreme.

La proposta prevede la dichiarazione di zona di disastro per le province di Chubut, Río Negro, Neuquén e Santa Cruz, al fine di attivare misure straordinarie per affrontare l’impatto ambientale, sociale e produttivo degli incendi.

Tra i punti centrali del disegno di legge figura l’istituzione di un bonus mensile straordinario destinato a brigadisti forestali e vigili del fuoco impegnati nelle operazioni di spegnimento. Il contributo ammonterebbe al 100% del salario base di ciascun lavoratore e verrebbe erogato per ogni mese di servizio durante il periodo di emergenza. Il testo stabilisce inoltre che il finanziamento delle azioni di tutela e ripristino ambientale avverrà tramite il Fondo di compensazione ambientale previsto dalla Legge generale dell’ambiente.