PARCO NAZIONALE LOS ALERCES, CHUBUT - Il fuoco non dà tregua in Patagonia. Nella provincia argentina di Chubut, gli incendi forestali continuano a devastare vaste aree della cordigliera andina, con un bilancio che supera ormai le 35.000 ettari bruciati e che, considerando anche il fronte attivo da Epuyén, arriva a oltre 40.000 ettari distrutti.
Si tratta di uno dei peggiori incendi forestali degli ultimi vent’anni nella regione
Le fiamme sono particolarmente attive nel Parque Nacional Los Alerces, ma avanzano anche nelle zone limitrofe di Villa Lago Rivadavia e Cholila, dove intere comunità risultano circondate dal fuoco e l’emergenza resta altissima.
Per comprendere la gravità della situazione, basta un confronto: la superficie già incendiata equivale a più volte l’estensione della Città di Buenos Aires.
Secondo l’ultimo rapporto ufficiale del 29 gennaio 2026, le piogge cadute nelle ultime ore hanno migliorato la visibilità e consentito una ripresa delle operazioni con mezzi aerei. Sul campo lavorano oltre 600 brigadisti, impegnati nei settori di El Blanco, Laguna Villarino ed El Murmullo, mentre proseguono le attività preventive nell’area di Río Percy.
Nonostante questi progressi, il fuoco resta attivo su più fronti e la situazione è ancora lontana dall’essere sotto controllo.
Uno dei punti più critici riguarda l’incendio originatosi il 9 dicembre scorso nella zona nord del Lago Menéndez, all’interno del Parque Nacional Los Alerces. Attualmente le fiamme si trovano a circa 650 metri dalla località di Bahía Rosales, ma secondo le autorità non è ancora necessaria un’evacuazione preventiva.
Fino a oggi, il rogo ha già superato due laghi, Menéndez e Rivadavia, percorrendo una distanza eccezionale in termini di chilometri.
“L’avanzata dal Menéndez al Rivadavia è stata impressionante: è avvenuta in appena sei ore”, ha spiegato Ariel Amthauer, direttore dell’area Incendi dei Parchi Nazionali alla stampa locale. “Quando un incendio raggiunge queste dimensioni, a causa dell’estensione del bosco libera una quantità enorme di energia. Se a questo si aggiunge la presenza di venti dominanti, la situazione si aggrava ulteriormente. È per questo che il fuoco è arrivato fino alle zone dietro Cholila”.
Condizioni climatiche estreme come il caldo intenso e vento, uniti all’assenza di riserve idriche per l’estate, rendono la situazione estremamente critica. Secondo il funzionario, Chubut è oggi la provincia più colpita dal deficit di precipitazioni, un dato che si inserisce in un contesto di siccità eccezionale, la più grave registrata dal 1965.
Di fronte a questo scenario, il governatore di Chubut Ignacio Torres, insieme agli altri governatori della Patagonia, ha chiesto al Congresso della Nazione la Dichiarazione Nazionale di Emergenza Ígnea.
“Come hanno fatto recentemente Cile e Stati Uniti, anche l’Argentina deve attivare meccanismi straordinari per coordinare gli sforzi tra le province e lo Stato nazionale, con una priorità assoluta: proteggere la vita delle persone”, ha affermato Torres affiancato dai colleghi.
L’avanzata delle fiamme mette a rischio uno dei patrimoni naturali più preziosi dell’Argentina: il bosco millenario di alerces del Parque Nacional Los Alerces, riconosciuto nel 2017 Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’UNESCO.
Su una superficie di oltre 188.000 ettari, il parco conserva alcune delle ultime grandi estensioni di bosco andino-patagonico quasi intatto, modellato dalle glaciazioni e arricchito da laghi di acque cristalline e pitture rupestri millenarie.
All’interno di questo ecosistema si trova l’alerzal millenario, dominato dalla Fitzroya cupressoides, una conifera endemica a crescita lentissima. Alcuni esemplari superano i 2.000 anni di età, rendendoli gli alberi più antichi del Sud America e veri archivi viventi della storia climatica del continente.
La vulnerabilità del parco era già stata segnalata. Nel 2024, l’UNESCO aveva messo in guardia sull’impatto crescente degli incendi forestali, sottolineando la necessità di rafforzare le strategie di prevenzione e risposta di fronte a eventi sempre più frequenti e intensi.
Oggi la cordigliera di Chubut affronta due grandi fronti di incendio: quello iniziato all’interno del parco a causa della caduta di un fulmine e quello che avanza dalla zona di Epuyén. Spinti da venti forti e condizioni climatiche estreme, i roghi continuano ad avvicinarsi a centri abitati come Cholila e Villa Lago Rivadavia.
La Patagonia brucia, e con essa rischia di andare perduto un patrimonio naturale unico al mondo.