ARAUCARIA - Sale a 21 il numero delle vittime dei gravi incendi che da giorni interessano il sud del Cile, in particolare le regioni del Biobío e del Ñuble.
Il bilancio ufficiale parla di oltre 20.000 persone colpite, 817 abitazioni distrutte e più di 40.000 ettari di territorio andati in fumo, a centinaia di chilometri a sud di Santiago.
Il ministro dell’Interno Álvaro Elizalde ha confermato il ritrovamento di una nuova vittima nella località di Lirquén, nella regione del Biobío. Secondo quanto riferito, 11 delle persone decedute sono già state identificate, grazie ad analisi del Dna e alle impronte digitali.
Il ministro ha inoltre ringraziato il personale impegnato nelle operazioni di emergenza per il lavoro svolto in condizioni estremamente difficili.
Per fronteggiare la crisi, nelle regioni del Ñuble, Biobío e La Araucanía operano 93 aeromobili e sono già state distribuite oltre 130 tonnellate di aiuti.
La Corporación Nacional Forestal (Conaf) ha mobilitato più di 250 persone tra brigadisti, tecnici, piloti e analisti, supportati da 37 velivoli, impegnati nel contrasto degli incendi più pericolosi. Alle operazioni partecipano anche Forze Armate, Carabineros, Vigili del Fuoco, Polizia Investigativa e brigadistas di aziende forestali. Inoltre, oggi sono arrivati dal Messico 145 brigadistas specializzati negli incendi boschivi.
Restano numerosi i focolai attivi, in particolare nelle zone di Ránquil, Quillón, Concepción e Laja, alcuni dei quali si estendono tra le regioni del Biobío e del Ñuble. Secondo il bilancio ufficiale aggiornato al 22 gennaio, 18 incendi sono ancora in fase di combattimento e tutte le regioni di La Araucanía, Biobío e Ñuble si trovano in allerta rossa.
Parallelamente avanzano le indagini su possibili cause dolose. I Carabineros hanno ricevuto segnalazioni per il ritrovamento di bidoni e bottiglie contenenti liquidi acceleranti lungo strade rurali nei pressi di Concepción. Le denunce si aggiungono all’arresto di un uomo sorpreso mentre appiccava il fuoco nella località di Perquenco, nella regione di La Araucanía. È stato trovato in possesso di benzina e fiammiferi.
Sia il presidente in carica sia il presidente eletto José Antonio Kast si sono recati nelle zone colpite. Di fronte alla gravità della situazione, il presidente Gabriel Boric ha decretato lo Stato di eccezione costituzionale di catastrofe, consentendo l’adozione di misure straordinarie come il coprifuoco. Nella regione del Biobío, il provvedimento ha interessato diverse località tra cui Penco, Lirquén e settori di Concepción, mentre è stato revocato in altre aree meno colpite.
Più contenuta, al momento, la situazione nella regione di Los Ríos, dove Conaf ha registrato 62 incendi dall’inizio della stagione 2025-2026, con circa 41 ettari colpiti e nessun rogo attivo. La provincia di Valdivia concentra il maggior numero di roghi, con 43 incendi e circa 19,7 ettari colpiti, mentre nella provincia del Ranco si contano 19 incendi per una superficie di 21,4 ettari.
Il direttore regionale di Conaf Los Ríos, Arnoldo Shibar, ha evidenziato un aumento del 17% nel numero di eventi e del 13% nella superficie danneggiata rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, ribadendo l’importanza della prevenzione in una stagione che resta ad alto rischio.
Le autorità hanno comunque ribadito l’invito alla popolazione a rispettare rigorosamente le misure precauzionali, ricordando che la maggior parte degli incendi forestali in Cile è causata da comportamenti umani negligenti.