RAWSON - Nel pomeriggio di oggi un Boeing 737 FireLiner è decollato da Esquel in direzione della Comarca Andina per intervenire sull’incendio che sta colpendo l’area di Puerto Patriada, nella Provincia di Chubut.
Questa mattina il governatore Ignacio Torres ha confermato che l’operativo incaricato di far fronte al gravissimo incendio nella sua Provincia può ora contare sul Boeing 737 FireLiner. Di propietà alla Provincia di Santiago del Estero, il mezzo fa parte del Sistema nazionale di gestione del fuoco e viene impiegato in situazioni critiche, come quella che si sta verificando a El Hoyo.
Si tratta di un velivolo di straordinaria rarità: ne esistono soltanto tre al mondo, mentre gli altri due sono operativi in Canada e in Australia.
Il FireLiner è in grado di trasportare fino a 15.000 litri d’acqua per ogni missione, può trasferire fino a 66 agenti direttamente nelle zone di intervento ed è configurato anche per effettuare evacuazioni e trasporti medici d’urgenza.
Il primo lancio d’acqua è stato effettuato sulle pendici del monte Pirque, nella località di Epuyén, uno dei settori maggiormente colpiti dalle fiamme.
L’incendio forestale nella giurisdizione di El Hoyo ha infatti raggiunto livelli di estrema gravità, generando una forte preoccupazione tra le autorità e la popolazione locale.
L’incendio a EL Hoyo. (foto: Governo della Provincia di Chubut).
Sul fronte ambientale, gli esperti sottolineano infine come i pini rappresentino un elemento decisivo nella dinamica degli incendi. Mentre nei boschi di vegetazione nativa l’avanzata tende a essere più lenta, questa specie favorisce un ingresso violento del fuoco e accelera la propagazione delle fiamme.
Secondo l’ultimo bollettino ufficiale del Servizio provinciale di gestione del fuoco (Spmf) e il nuovo rapporto diffuso dai Parchi Nazionali, la situazione resta critica in diverse aree della Patagonia.
Nel Parco Nazionale Los Alerces l’incendio è attivo tra Lago Verde e Lago Rivadavia, dove stanno operando 66 agenti appartenenti ai parchi Los Alerces, Lago Puelo, Nahuel Huapi e Lanín.

Nel Parco Nazionale Los Glaciares, invece, il fuoco interessa il Cerro Huemul e vede impegnate circa 60 persone, supportate da un elicottero UH Bell dell’Esercito, personale della DLIFE e pompieri provenienti dai Parchi Nazionali di Santa Cruz e Tierra del Fuego.
La situazione più delicata resta però quella di Puerto Patriada, nella zona di El Hoyo, dove l’incendio è ancora attivo e ha già colpito oltre 2.000 ettari.

Sul posto operano numerosi enti e forze di supporto, tra cui la Segreteria dei Boschi, i municipi di El Hoyo ed Epuyén, la sottosegretaria alla Protezione Civile del Chubut, l’Apsv, la Delegazione Forestale di El Hoyo, la Protezione Civile municipale, Pesca Continentale, il Registro Patagonico del Snmf-Afe, la Polizia provinciale e la Gendarmeria. In quest’area, tuttavia, l’assenza di visibilità ha impedito l’utilizzo dei mezzi aerei.
Ieri, a causa della scarsa visibilità, durante la giornata i mezzi aerei non hanno potuto operare regolarmente, rendendo più complesse le operazioni di spegnimento diretto. Nel corso della notte, personale dello Spmf e dei Vigili del Fuoco Volontari è rimasto schierato nei settori con focolai attivi per garantire la protezione di abitazioni e strutture.
Le fiamme al margine della Ruta 40 (foto: Guardia Civile).
La Direzione Nazionale delle Strade ha inoltre disposto la circolazione interdetta fino a nuovo avviso lungo la strada proviciale Ruta 40, nel tratto compreso tra Epuyén ed El Hoyo, a causa dell’avvicinamento dell’incendio alla carreggiata. L’ente ha invitato gli automobilisti a rispettare le indicazioni delle forze di sicurezza impegnate nel blocco preventivo.