MELBOURNE - Gli incendi boschivi che stanno devastando vaste aree del Victoria continuano a bruciare senza sosta, lasciando dietro di sé un bilancio sempre più pesante.
Oltre 390mila ettari di terreno sono già andati in fumo e più di 350 strutture risultano danneggiate o distrutte, mentre le autorità hanno confermato la prima vittima, l'allevatore di Seymour, Max Hobson. Migliaia di residenti sono stati costretti a lasciare le proprie abitazioni e molte comunità rurali restano in stato di allerta.
L’ondata di incendi boschivi sta interessando le regioni occidentali dello Stato, il Grampians National Park, Pyrenees, Wimmera, le Central Highlands, inclusa un ampia zona forestale a nord-est di Melbourne, e, più a est, vaste porzioni del Gippsland.
Accanto a quella per i danni a case, fattorie e infrastrutture, cresce la preoccupazione per le conseguenze sugli animali. Con due vasti fronti di incendio destinati a restare attivi per settimane, il timore è che l’impatto reale sulla fauna emerga solo nei prossimi mesi. Incendi, fumo e distruzione degli habitat mettono a rischio un numero enorme di specie, selvatiche e domestiche, spesso lontane dai riflettori dell’emergenza immediata.
Le stime sull’impatto degli incendi sugli animali sono difficili. Dopo i roghi del 2019-20, tra i più devastanti nella storia del Paese, studi scientifici hanno indicato che miliardi di animali erano stati uccisi o costretti a spostarsi. Altre ricerche suggeriscono che molti animali riescono a sopravvivere al passaggio iniziale del fuoco, ma che le minacce più gravi arrivano più avanti, quando mancano cibo, acqua e ripari. In contesti di incendi estremi, però, i dati restano limitati e le conseguenze possono essere ben più gravi.
Nelle aree colpite, la situazione resta critica anche per gli allevatori. Le fiamme e il caldo intenso compromettono i pascoli, costringendo il bestiame a dipendere quasi esclusivamente da mangimi di emergenza per settimane o mesi. Quando eventi estremi colpiscono più regioni contemporaneamente, diventa difficile reperire foraggi da zone non interessate, aumentando la pressione su un sistema già fragile.
Gli esperti sottolineano come la crescente frequenza e intensità di incendi e ondate di calore renda sempre meno prevedibili queste crisi. Preparare scorte di mangime protette e piani di emergenza è considerato uno degli strumenti più concreti per tutelare il benessere degli animali.
Nel frattempo, nelle comunità regionali prevale un forte spirito di solidarietà. Reti locali di volontari e assistenza cercano di intervenire quando possibile, offrendo aiuto per animali feriti e famiglie colpite. Con alcune strade che iniziano a riaprire, l’attenzione ora si sposta dalla fuga immediata alla lunga e complessa fase di valutazione dei danni e di ricostruzione.