ROMA – Nella notte tra domenica e lunedì, nella concessionaria Tesla di via Serracapriola alla periferia di Roma, un incendio ha distrutto ben 17 autovetture elettriche. A fare chiarezza saranno i vigili del fuoco e la polizia, che sta svolgendo le prime indagini. 

L’episodio, quasi certamente di natura dolosa, è simile ad altri roghi dolosi avvenuti in altri paesi sempre contro l’impresa di Elon Musk, entrato a far parte dell’amministrazione Trump con il compito di tagliare le spese, eliminare la burocrazia e ridurre il personale pubblico nella veste di capo del cosiddetto Dipartimento per l’efficienza governativa (Doge). 

I poliziotti della scientifica hanno effettuato a lungo i rilievi per isolare elementi utili a capire la dinamica dell’accaduto, e al vaglio degli inquirenti ci sono anche le immagini delle telecamere di videosorveglianza per stabilire se qualcuno si sia avvicinato la scorsa notte a quel parcheggio dove si trovavano le auto elettriche, parcheggiate una accanto all’altra. 

Al momento gli investigatori non escludono alcuna pista compresa, quella di un’azione di matrice anarchica. 

Sono stati alcuni abitanti della zona a dare l’allarme contattando il Numero di emergenza 112 e segnalando di vedere le fiamme provenire dalla concessionaria di via Serracapriola. 

Due giorni fa, migliaia di attivisti hanno protestato contro il miliardario, dandosi appuntamento davanti a oltre 200 concessionari Tesla, anche in diverse città europee. È il cosiddetto movimento Tesla Takedown, che ha chiesto una “giornata di azione globale”, individuata nel 29 marzo, con l’obiettivo di protestare in tutto il mondo invitando le persone a sbarazzarsi dei veicoli e delle azioni Tesla. Lo stesso Musk non ha dubbi, e scrive su X: “È terrorismo”. 

In Europa, stanno crollando le vendite della casa automobilistica: secondo i dati raccolti dalla piattaforma di ricerca Jato Dynamics, nel Vecchio Continente, la società di Elon Musk ha venduto a febbraio meno di 16.000 veicoli, con un calo medio del 44% in 25 paesi dell’Unione Europea, Regno Unito, Norvegia e Svizzera. La quota di mercato è scesa al 9,6%, il dato di febbraio più basso degli ultimi cinque anni. 

I concorrenti cinesi, messi insieme, hanno venduto più auto elettriche di Tesla in questa prima parte dell’anno, e in particolare le immatricolazioni di veicoli BYD e Polestar, in Europa, sono aumentate rispettivamente del 94% e dell’84%, superando i 4.000 e 2.000 veicoli.  

La cinese BYD ha superato Tesla anche per il volume del fatturato nel 2024, avendo chiuso l’anno con un record di oltre 100 miliardi di dollari e un utile di 5,5 miliardi, mentre la casa automobilistica texana non ha superato i 97,7 miliardi di dollari.  

Negli USA, sempre più proprietari di vetture Tesla stanno scegliendo l’opzione della permuta per sostituirle con altri marchi, secondo quanto emerge dai dati di Edmunds, società specializzata nell’analisi del mercato automobilistico. Dalla ricerca risulta che al 15 marzo la percentuale di proprietari di Tesla che cercavano concessionarie concorrenti per cambiare i propri veicoli con altri è stata “la più alta” di sempre.  

Se a marzo 2024 la quota di permute era dello 0,4%, infatti, nello stesso mese di quest’anno è salita all’1,4% e l’attività di ricerca dei modelli Tesla sul proprio sito è scesa ai minimi dal 2022.