PALERMO - Sabato, a sei giorni dal naufragio, i pm di Termini Imerese hanno convocato una conferenza stampa, raccontando, in base a quanto riportato dai sommozzatori dei Vigili del fuoco e alle testimonianze dei sopravvissuti, quelli che finora sono dati di fatto sull’affondamento del veliero di lusso che ha provocato 7 morti su 22 persone a bordo, di cui sei passeggeri.

Tra le vittime, il magnate Mike Lynch e la figlia Hannah, il cui corpo è stato l’ultimo a essere ritrovato. Lynch era il marito di Angela Barcares, ufficialmente proprietaria del Bayesian, una dei superstiti del naufragio.

Il procuratore Ambrogio Cartosio, dopo avere aperto la conferenza stampa scusandosi per non aver fornito notizie perché è “la legge che ostacola la libera informazione” e lui, pur non condividendo, è stato “in silenzio perché le norme si rispettano”, ha fatto il punto sulle indagini. “Abbiamo aperto un fascicolo a carico di ignoti - ha spiegato - con l’ipotesi d’accusa di naufragio colposo e omicidio colposo.

Potrebbe anche essere possibile che iscriviamo nel registro gli eventuali indagati prima del recupero del veliero”. Per il procuratore, che nei prossimi giorni farà eseguire le autopsie, è “verosimile che siano stati commessi reati di omicidio colposo e naufragio colposo.

Bisogna stabilire a chi sono ascrivibili questi reati. Stiamo studiando e valutando chi ha responsabilità di quanto successo. Se il comandante, se l’intero equipaggio, o i costruttori”.

La società armatrice “ha manifestato la volontà di recuperare il veliero - ha detto il comandante della Capitaneria di porto a Palermo, Raffaele Macauda -, ma per farlo ci vuole un piano da presentare all’autorità marittima”.

La dinamica sembra indicare che, mentre il Bayesian imbarcava acqua e si inclinava verso il fondo marino da poppa, prima di adagiarsi su un lato, le vittime che dormivano e non sono riuscite a raggiungere il ponte e gettarsi in mare, hanno cercato in tutti i modi di sopravvivere: in cinque erano nella stessa cabina del lato sinistro cercando bolle d’aria per respirare. 

Un altro corpo è stato trovato in un altro locale, sempre del lato sinistro. Il racconto è drammatico e fa immaginare i minuti di terrore vissuti dalle vittime prima di morire, passando dal sonno alla sveglia improvvisa col veliero “investito da un downburst”, un fenomeno meteorologico caratterizzato da forti raffiche di vento che escono dal temporale e possono raggiungere velocità anche superiori ai 100 km orari, che ha fatto colare a picco la barca di lusso. “Si è trattato di un evento repentino e improvviso”, ha specificato il pm Raffaele Cammarano che coordina le indagini sul naufragio. 

Cammarano ha spiegato poi che gli “inquirenti non hanno certezza che ci sia una scatola nera”, ma che l’attenzione è rivolta al fatto che tutto l’equipaggio, tranne il cuoco, si è salvato perché, evidentemente, le persone avevano lasciato le loro cabine.

“In questa prima fase - è stato detto - si è puntato sulla ricerca. Dobbiamo attendere il recupero del veliero. Non possiamo confermare se c’erano i portelloni aperti. Non vi saranno dichiarazioni su quello che al momento hanno visto i sommozzatori. Possono essere informazioni che devono essere confermate da una seconda verifica”.

I sommozzatori dei Vigili del fuoco, che si sono calati a 50 metri più di un centinaio di volte, hanno detto di aver rivissuto le stesse sensazioni provate operando nella parte sommersa della nave da crociera Concordia, spiegando che “i corpi nello yacht erano incastrati e i luoghi erano pieni di masserizie con gli arredi che fluttuavano rendendo difficoltoso il recupero dei corpi”. 

“La notte del naufragio il Bayesian poteva stare in rada in quella zona perché non c’era un’allerta di burrasca” ha reso noto il comandante della Capitaneria di porto Macauda, e in plancia c’era un uomo di guardia prima del naufragio.

Nelle ore scorse, sei passeggeri del Bayesian ospiti dell’hotel Domina Zagarella a Santa Flavia, hanno lasciato l’albergo. Tra loro anche Angela Barcares. In hotel restano nove componenti dell’equipaggio, sebbene non ci sia “alcun obbligo di legge” per loro di restare in Sicilia, come ha sottolineato il procuratore.

Diversa la situazione del comandante della Bayesian, il neozelandese James Cutfield, che non potrà per il momento lasciare la regione in attesa di essere nuovamente interrogato, evidentemente in tempi brevi.