ROMA - Si apre un nuovo fronte nell’inchiesta della Procura di Roma che vede indagati i vertici del Garante per la protezione dei dati personali, a partire dal presidente Pasquale Stanzione, con accuse di peculato e corruzione.
Nelle scorse settimane la Guardia di finanza, su delega dei pm di piazzale Clodio, ha acquisito documentazione relativa all’assunzione presso l’Autorità di Cristina Luciani, moglie del deputato di Fratelli d’Italia Luciano Sbardella.
Gli accertamenti puntano a verificare se l’inquadramento della dirigente sia avvenuto nel rispetto delle procedure previste oppure se vi siano state facilitazioni legate a rapporti politici. Si tratta di un nuovo filone investigativo che si aggiunge all’indagine principale, già sfociata lo scorso gennaio in una serie di perquisizioni nella sede del Garante.
Il fascicolo principale riguarda presunte irregolarità nella gestione dei fondi dell’Autorità e ipotesi di corruzione legate ad alcune sanzioni inflitte negli ultimi due anni.
L’impianto accusatorio si basa anche sulle dichiarazioni di alcuni testimoni, tra cui l’ex segretario generale Angelo Fanizza, dimessosi due mesi fa dopo il caso della richiesta di controlli sulle email dei dipendenti per individuare la “talpa” che aveva fornito alla trasmissione Report documenti utilizzati nelle sue inchieste.
Tra gli episodi contestati c’è anche la vicenda che riguarda Ita Airways. Secondo i pm, alcuni indagati avrebbero ricevuto tessere “Volare Executive”, dal valore di circa sei mila euro ciascuna, in cambio della mancata applicazione di una sanzione significativa alla compagnia aerea. Nel decreto di perquisizione i magistrati ipotizzano che gli indagati abbiano omesso un atto d’ufficio, limitandosi a una sanzione formale nonostante irregolarità rilevate nel sistema di monitoraggio delle comunicazioni.
Un altro capitolo dell’inchiesta riguarda l’utilizzo dei fondi dell’Autorità. I magistrati contestano agli indagati di aver chiesto rimborsi per spese ritenute estranee alle attività istituzionali. Tra gli esempi citati negli atti compaiono acquisti di carne per circa sei mila euro in tre anni e spese per sedute dal parrucchiere.
Nel fascicolo sono finite anche alcune missioni all’estero, tra cui il viaggio a Tokyo per il G7 del 2023, che secondo i dati ufficiali sarebbe costato circa 34 mila euro ma che, secondo documenti interni e fonti citate nell’indagine, avrebbe superato gli 80 mila euro, di cui quasi la metà destinati ai soli voli.
Gli inquirenti stanno inoltre esaminando alcune decisioni sanzionatorie dell’Autorità. Tra queste quella nei confronti della società Meta in relazione alla commercializzazione degli smart glasses, dispositivi dotati di telecamera e funzioni di registrazione che, secondo gli atti dell’indagine, presenterebbero criticità sotto il profilo della tutela della privacy sia per chi li utilizza sia per le persone riprese.