MILANO - Ha patteggiato una pena di due anni, con sospensione condizionale, Mauro Russo, ex ultrà della curva Nord interista ed ex socio in un marchio di moda di Paolo Maldini e Bobo Vieri, entrambi estranei all’inchiesta.

Era stato arrestato il 5 maggio 2025, in uno dei filoni dell’indagine sulle curve di San Siro, che ipotizza reati di usura, estorsione e false fatture, in alcuni casi aggravati dall’aver agevolato la cosca della famiglia Bellocco. 

L’inchiesta è coordinata dai pm della Direzione distrettuale antimafia di Milano Paolo Storari, Sara Ombra e Leonardo Lesti ed è stata condotta dalla Squadra mobile della polizia e dal Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza. 

Nei giorni scorsi la gup Francesca Ballesi ha ratificato il patteggiamento di Russo e ha anche emesso altre decisioni nello stesso procedimento. In abbreviato è stato condannato a sette anni Francesco Intagliata, con pena complessiva in continuazione con una precedente condanna nel processo principale sulle tifoserie milanesi.  

Secondo gli inquirenti, Russo avrebbe svolto il ruolo di intermediario in un sistema di estorsioni legato al business dei parcheggi attorno allo stadio Meazza. In particolare, sarebbe stato imposto il pagamento di somme di denaro per garantire una “tranquillità ambientale”, evitando cioè deliberati danneggiamenti alle auto parcheggiate nei pressi dell’impianto. 

Dopo l’arresto, Russo – difeso dall’avvocato Danilo Buongiorno – aveva respinto le accuse, sostenendo di aver svolto soltanto un’attività di consulenza e negando qualsiasi coinvolgimento in estorsioni. 

Tra i fatti contestati nell’inchiesta, figurano anche presunti prestiti usurari e il tentativo di estromettere dalla gestione della sua società di merchandising Andrea Beretta, ex leader della curva Nord e collaboratore di giustizia dalla fine del 2024.  

Tra i presunti usurai citati negli atti compare anche Antonio Bellocco, esponente dell’omonima famiglia di ’Ndrangheta, ucciso dallo stesso Beretta nel settembre 2024.