CANBERRA - Il governo federale avvia un’indagine urgente sulle catene di approvvigionamento alimentare per valutare gli effetti della crisi energetica globale sull’agricoltura e sulla distribuzione dei generi alimentari.
La decisione viene presa mentre il conflitto in Medio Oriente continua a influenzare i mercati del petrolio, facendo salire i prezzi della nafta e creando pressioni lungo tutta la filiera, dalle campagne ai supermercati. Un primo rapporto sugli effetti immediati sarà consegnato entro un mese, con un’analisi più ampia su fertilizzanti e pesticidi prevista entro la fine dell’anno.
Il ministro dell’Agricoltura Julie Collins ha sottolineato che l’Australia resta un Paese in grado di garantire la propria sicurezza alimentare, ma ha invitato a non sottovalutare i rischi legati alle catene di distribuzione. “Il contesto internazionale dimostra quanto sia importante rafforzare l’affidabilità delle forniture, in particolare per carburanti e fertilizzanti”.
Il tema è strettamente legato al costo dei trasporti. Le aziende logistiche, che gestiscono gran parte del movimento dei prodotti agricoli, segnalano da settimane l’impatto dei rincari della nafta su un settore già sotto pressione.
A complicare il quadro è la forte dipendenza dell’Australia dalle importazioni di carburante, in gran parte provenienti da Corea del Sud e Singapore, a loro volta legate alle forniture del Medio Oriente. Il governo è quindi impegnato su più fronti per garantire continuità negli approvvigionamenti.
Il primo ministro Anthony Albanese ha avviato contatti diretti con i partner asiatici per evitare che l’Australia resti indietro nella competizione globale per il petrolio. Secondo l’assistente ministro degli Esteri Matt Thistlethwaite, Canberra sta cercando di massimizzare i flussi disponibili, anche utilizzando come leva le esportazioni di gas naturale.
Nel frattempo, alcune spedizioni di carburante sono state cancellate o rinviate, anche se le compagnie stanno cercando fonti alternative, con un aumento delle importazioni dagli Stati Uniti.
L’International Energy Agency suggerisce misure per contenere la domanda, come il lavoro da remoto, ipotesi giudicata “sensata” dal governo.
Dall’opposizione, la vice leader Jane Hume insiste sulla necessità di rafforzare le reti di distribuzione. Senza interventi mirati, avverte, l’intero sistema economico rischia di rallentare.
L’indagine appena avviata servirà a capire quanto il sistema sia in grado di reggere una fase prolungata di tensione sui mercati energetici.