Nella serie di seminari organizzati dall’Associazione Puglia NSW, dal titolo “Insieme apprendiamo e rafforziamo la nostra identità culturale”, domenica scorsa è stato il momento dei giovani italo-australiani.
La serata ha visto protagonista l’associazione GIA Network che ha raccolto, nella sede dell’associazione che raccoglie gli emigrati pugliesi, quelli di ultima generazione e giovani italiani nati in Australia: tutti uniti dalla voglia di riprogrammare un futuro intergenerazionale che porti avanti quel senso di comunità che tanto ha fatto per dotare gli italiani emigrati in Australia, di una struttura di assistenza e sostegno che mantiene immutato il rapporto con il Paese d’origine e favorisce l’integrazione in quello in cui si arriva.
Quella di domenica è stata la terza serata del ciclo cominciato domenica 16 maggio e che conta sul supporto della Regione Puglia grazie a un finanziamento ai sensi del Piano 2020 previsto dalla legge regionale 11 dicembre 2000, n.23 “Interventi a favore dei Pugliesi nel Mondo”.
La kermesse, organizzata dall’Associazione Puglia NSW, vedrà domenica prossima il suo ultimo appuntamento e l’inizio di un percorso di valorizzazione dell’identità regionale e nazionale in Australia, quel multiculturalismo che ha visto fra gli oratori principali della serata il sindaco dell’Inner West, Darcy Byrne.
Il cprimo cittadino ha voluto, con il suo intervento, sottolineare l’importanza della comunità del Bel Paese a Sydney e, in particolare, a Leichhardt, Haberfield e Five Dock, zone ad alta concentrazione italiana. Ha poi ricordato quanto sia stato determinante il ruolo e l’aiuto di Felice Montrone, rappresentante del Multiculturalism NSW e vicepresidente dei pugliesi, non solo nella denominazione dell’area che oggi è chiamata “Little Italy”, ma anche nella ridenominazione di Petersham e Marrickville, rispettivamente, per la comunità portoghese e greca.
È, poi, arrivato il turno del presidente dell’associazione pugliese, Gianni Carelli, che ha ricordato il ruolo centrale delle associazioni d’italiani in loco, cogliendo così l’occasione per presentare il libro di Gianfranco Cresciani “Per le vie del mondo. Storia dell’immigrazione pugliese in NSW”.
Il direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Sydney, Lillo Guarnieri, che ha vestito i panni di moderatore della serata, ha anche tracciato un resoconto di quelle che sono state le attività dell’ente culturale italiano nella capitale del New South Wales, spiegando le sinergie che, attraverso la cultura, si creano fra due Paesi così diversi: Italia e Australia.
Subito dopo, la professoressa e coordinatrice del Centro per la continua educazione permanente Studi italiani della Sydney University, Antonella Beconi, ha preso la parola con uno splendido intervento sull’italianità. Per l’occasione la professoressa ha citato il famoso libro di Luigi Barzini “The Italians” (1964), che divenne molto presto un best seller e un successo di scala internazionale. Beconi ha chiarito come l’identità italiana sia un concetto dinamico e molto spesso contraddistinto dalle specificità regionali e nazionali, ma anche europee. Ha poi continuato dicendo che essere italiani significa essere eredi delle libertà conquistate e di un patrimonio artistico e culturale unico al mondo.
Prima che la discussione si spostasse sul versante dei giovani e sulle loro necessità, c’è stato anche l’intervento del presidente della Dante Alighieri, Fabio Carosone: “Noi il DNA di Michelangelo lo portiamo nel nostro sangue”, ha detto sottolineando l’importanza della cultura italiana nel mondo.