SYDNEY - Gli australiani devono rafforzare le proprie competenze finanziarie o rischiano di essere esposti a un’ondata di truffe e pubblicità ingannevoli alimentate dall’intelligenza artificiale.

È l’avvertimento lanciato dall’Australian Securities and Investments Commission (ASIC), che vede nel rapido avanzare dell’IA una sfida crescente per consumatori, investitori e autorità di vigilanza.

Nel suo studio di valutazione sui temi critici per il 2026, l’ASIC sottolinea l’espansione degli “agenti IA”, sistemi in grado di svolgere compiti in modo autonomo con un intervento umano minimo. Se da un lato promettono guadagni di produttività per le imprese, dall’altro possono amplificare i rischi per i consumatori, sfruttando bias comportamentali e rendendo più sofisticate le truffe online e le campagne promozionali di prodotti finanziari.

Per Joe Longo, presidente uscente dell’ASIC, la velocità del cambiamento tecnologico rappresenta una prova anche per il regolatore. “Stare al passo non è solo un problema per investitori e consumatori, ma pone una sfida esistenziale per l’authority”, ha spiegato, sottolineando la necessità di investire molto di più in competenze digitali e capacità di analisi dei dati.

Secondo Longo, non basta reagire caso per caso con nuove regole. Serve una discussione nazionale per rafforzare l’alfabetizzazione finanziaria, integrandola con una maggiore comprensione delle tecnologie emergenti. In questa direzione l’ASIC continuerà a investire in programmi di educazione per i consumatori, come Moneysmart. “La prevenzione è sempre preferibile alla cura”, ha ribadito, evidenziando come sempre più prodotti finanziari vengano promossi attraverso piattaforme digitali e strumenti automatizzati.

L’allarme è condiviso anche dall’Australian Competition and Consumer Commission (ACCC), che ha segnalato nuovi interrogativi su responsabilità e tutele quando sistemi IA prendono decisioni o fanno affermazioni per conto delle aziende. Chi risponde, ad esempio, in caso di pubblicità fuorviante generata da un algoritmo?

Il governo ha stanziato 120 milioni di dollari in quattro anni per rafforzare le capacità tecnologiche dell’ASIC e la sicurezza informatica, ma Longo ritiene che le risorse restino insufficienti rispetto alla portata del fenomeno. Intanto, l’autorità di vigilanza osserva con attenzione l’esplosione di annunci che promuovono investimenti dubbi e valuta possibili interventi su pratiche come il cold calling (chiamate commerciali non sollecitate) e la generazione di contatti.

Accanto ai rischi emergenti legati all’IA, restano sul tavolo problemi noti: attacchi informatici, l’esposizione dei piccoli investitori al credito privato e le criticità operative dei fondi pensione.

In un contesto in rapida evoluzione, il messaggio del regolatore è chiaro: senza maggiore consapevolezza, tecnologia e finanza possono diventare una combinazione pericolosa.