ROMA - “Io sono Giorgia Meloni”. La presidente del Consiglio ha registrato all’Euipo, l’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale, un audio di quattro secondi con queste parole per tutelarsi da possibili clonazioni della voce tramite sistemi di intelligenza artificiale generativa. 

La mossa, anticipata da Repubblica, punta a rafforzare la protezione della voce della premier contro deepfake, audio falsi e altri utilizzi non autorizzati. Nei mesi scorsi una scelta analoga era stata fatta anche dalla cantante Giusy Ferreri. 

Sul sito dell’Euipo, la domanda presentata per conto di Meloni risulta ancora “oggetto di esame”. L’istanza è stata depositata tramite uno studio legale di Roma e una società marchigiana specializzata nella tutela della proprietà intellettuale. 

La registrazione è collegata a tre categorie di servizi: contenuti multimediali scaricabili, attività culturali e organizzazione di manifestazioni politiche. 

Il deposito arriva in una fase in cui la diffusione degli strumenti di intelligenza artificiale rende sempre più semplice imitare voci e volti di personaggi pubblici. Per una figura istituzionale, la clonazione vocale può tradursi nella circolazione di messaggi falsi attribuiti alla persona interessata, con possibili conseguenze politiche e reputazionali.