TEHERAN – Una rete di fuoco incrociato che attraversa il Golfo Persico e lambisce il Mediterraneo: così appaiono i cieli del Medio Oriente al quarto giorno di guerra. Stati Uniti e Israele continuano a colpire l’Iran “su vasta scala”, determinati a decapitare il regime e ad impedire che la leadership si rinnovi senza un cambiamento radicale.
“Il regime è al suo punto più debole” dal 1989, “non sarà una guerra infinita” ma “un’azione rapida e decisiva”, ha assicurato Benjamin Netanyahu, che intanto ha dato l’ordine all’Idf di avanzare nel sud del Libano per “proteggere Israele da Hezbollah” (articolo qui sotto). L’esercito ebraico ha inoltre confermato di aver attaccato anche i siti legati al programma nucleare iraniano, compreso “il complesso segreto di Minzadehei”, dove il regime continuava a cercare di “sviluppare armi atomiche”.
L’Iran, dove secondo un ultimo bilancio della Mezzaluna rossa si contano quasi 800 morti, continua ad allargare il raggio d’azione della sua rappresaglia, tanto che il dipartimento di Stato Usa ha esortato gli americani a lasciare “immediatamente” ben 15 Paesi della regione.
Due droni iraniani hanno poi colpito l’ambasciata degli Stati Uniti in Arabia Saudita, provocando un incendio limitato ma suscitando l’ira di Trump e di Riad. In serata colpito anche il parcheggio adiacente al consolato americano a Dubai da un sospetto drone iraniano. Il Comandante in capo ha promesso che l’attacco in Arabia, così come la morte di sei soldati Usa in Kuwait, non resteranno senza risposta: “Abbiamo scorte di armi illimitate. Potremmo combattere per sempre”, ha ammonito.
Il Regno ha definito il raid “codardo e ingiustificato”, ricordando di non aver concesso l’uso del suo spazio aereo per colpire l’Iran e riservandosi il diritto di “rispondere a un’aggressione”. Così come potrebbero fare gli Emirati Arabi Uniti, i più colpiti da Teheran, che secondo Axios starebbero valutando di attaccare i siti missilistici iraniani per fermare i lanci contro il loro territorio.
Anche il Qatar continua a essere preso di mira dalla vendetta incrociata dell’Iran: secondo indiscrezioni israeliane, Doha avrebbe colpito a sua volta la Repubblica islamica, ma le voci sono state subito smentite dal governo dell’emirato che ha precisato di aver solo intercettato jet e missili nel suo spazio aereo. Solo l’Oman, ex mediatore tra Teheran e Washington nei colloqui sul nucleare e finito come gli altri nel mirino dei droni iraniani, ha invece fatto appello a un ritorno della diplomazia.
In questo quadro si muove anche l’Europa: per la prima volta dall’inizio del conflitto, jet britannici sono intervenuti per abbattere droni nei cieli di Giordania e Iraq. Il Regno Unito ha inoltre deciso di inviare a Cipro la nave militare Dragon ed elicotteri anti-drone a protezione della base della Raf di Akroriti, già finita nel mirino di due Shahed iraniani, così come la Francia che sta inviando rinforzi aerei e navali e la portaerei Charles de Gaulle, il colosso dei mari simbolo della potenza militare francese, attualmente nel mar Baltico.
Teheran ha già avvertito che qualunque “azione difensiva” dai Paesi europei sarà considerata “un atto di guerra”, ha messo in chiaro il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei. E i Pasdaran hanno minacciato ritorsioni, non solo belliche: “Colpiremo tutti i centri economici della regione, il prezzo del petrolio raggiungerà presto i 200 dollari”, ha dichiarato il generale delle Guardie della rivoluzione Ebrahim Jabbari.
“Non hanno una marina militare, non hanno un’aeronautica, non hanno sistemi di rilevamento aereo, i loro radar sono stati distrutti. Di fatto tutto è stato distrutto”. Così il presidente americano Donald Trump nel corso del bilaterale con il cancelliere tedesco, Friedrich Merz alla Casa Bianca.
“Dal punto di vista militare - ha continuato - li abbiamo colpiti in maniera durissima, stanno usando i missili che hanno costruito nel corso degli anni. Li stanno usando in maniera massiccia, molti sono stati distrutti da noi”. Dichiarazioni che arrivano poche ore prima di un attacco con un drone sul consolato Usa a Dubai che ha provocato un incendio senza vittime, come ha confermato su X il governo degli Emirati. “Le autorità hanno spento un piccolo incendio, senza vittime”, hanno dichiarato i funzionari.