TEHERAN - Il dodicesimo giorno di conflitto segna una nuova escalation. Teheran ha scatenato quella che ha definito la sua “operazione più intensa e pesante” dall’inizio delle ostilità, colpendo contemporaneamente Israele, le basi statunitensi e diversi Paesi del Golfo.  

Resta avvolta nel mistero la sorte di Mojtaba Khamenei. Secondo il New York Times, la nuova Guida Suprema sarebbe stata ferita alle gambe e si troverebbe attualmente in un luogo sicuro, isolata dal resto del mondo. 

Yousef Pezeshkian, figlio del presidente iraniano e consigliere del governo, ha tentato di rassicurare il Paese via Telegram: “Ho parlato con amici che hanno contatti diretti: Mojtaba Khamenei è sano e salvo”. 

I Guardiani della Rivoluzione hanno condotto un attacco durato tre ore contro obiettivi multipli, dichiarando di aver colpito Tel Aviv sud, Gerusalemme ovest e Haifa. Ma l’offensiva si è allargata a tutto il quadrante regionale: 

Sotto tiro anche la sede della Quinta Flotta in Bahrein e la base statunitense di Arifjan in Kuwait, dove i Pasdaran rivendicano il successo di due missili. Contemporaneamente, a Baghdad, un drone ha centrato il Centro di Supporto Diplomatico Usa nei pressi dell’aeroporto. 

Arabia Saudita, Emirati Arabi e Kuwait hanno attivato le difese aeree. Riad ha intercettato sei missili diretti alla base di Prince Sultan, mentre a Dubai si registrano quattro feriti per la caduta di droni vicino all’aeroporto internazionale. Esplosioni sono state segnalate anche a Doha, in Qatar. 

La tensione marittima sale ulteriormente con la notizia di tre navi colpite da proiettili non identificati nello Stretto di Hormuz, attualmente una delle rotte più sensibili del mondo. 

Non si è fatta attendere la controrisposta delle Forze di difesa israeliane: l’aviazione ha colpito duramente Teheran, devastando la sede di una banca e alcuni quartieri residenziali. 

Intatno, a Beirut, la situazione è critica: dopo aver ordinato l’evacuazione della zona meridionale, Israele ha bombardato edifici legati a Hezbollah. All’alba di oggi, un raid mirato ha centrato un appartamento nel quartiere di Aïcha Bakkar, nel centro della capitale libanese, causando almeno quattro feriti.