ROMA - Scintille in Senato durante il dibattito sulle comunicazioni del governo sulla crisi in Iran. A infiammare l’Aula è stato in particolare lo scontro tra il leader di Italia viva Matteo Renzi e il ministro degli Esteri Antonio Tajani.
Nel suo intervento l’ex premier ha attaccato duramente il titolare della Farnesina, accusandolo di una “raccapricciante mediocrità” e chiudendo con una battuta ironica: “Ci manca che dia la ricetta delle tagliatelle e ci chiederemo se alla Farnesina c’è Nonna Pina o la gloriosa tradizione della diplomazia italiana”.
La tensione tra i due era iniziata poco prima, quando Tajani aveva replicato alle ironie provenienti dai banchi di Italia Viva sul suo invito ai cittadini italiani presenti nella regione del Golfo a stare lontani dalle finestre. “È facile andare nel Golfo per fare conferenze ben pagate. È molto più difficile tutelare i cittadini italiani”, ha detto il ministro tra gli applausi della maggioranza.
Il confronto ha provocato proteste e tensioni dai banchi dell’opposizione, con diversi richiami all’ordine da parte del presidente del Senato Ignazio La Russa.
Lo scontro politico si è esteso anche al tema della guerra nei Balcani. Alla Camera Tajani ha infatti risposto a un duro intervento del deputato del Pd Beppe Provenzano, che aveva invitato il governo a “vergognarsi” ricordando che nel 1999, durante la guerra in Kosovo, il governo guidato da Massimo D’Alema autorizzò l’impiego di aerei italiani nei bombardamenti nei Balcani.
Il tema è stato ripreso anche da Renzi durante il dibattito a Palazzo Madama. “Berlusconi appoggiò l’attacco”, ha ricordato, aggiungendo ironicamente: “Nella mia carriera non avrei mai pensato di dover citare D’Alema in un discorso al Senato”.
Il clima teso si è riflesso anche alla Camera, dove durante l’intervento di Angelo Bonelli (Avs) alcuni deputati del suo gruppo hanno esposto cartelli con le scritte “Fratelli di Trump” e “L’Italia non si Usa”, contestando la linea del governo sulla crisi internazionale.