ROMA - Via libera in commissione Esteri del Senato alla risoluzione unitaria sull’Iran, dopo un’approvazione accompagnata da una coda di forti polemiche politiche per l’astensione del Movimento 5 Stelle.  

Il testo - votato da tutte le altre forze parlamentari - impegna il governo ad attivare ogni iniziativa diplomatica utile per fermare la repressione del regime iraniano e a sostenere, in sede europea, l’adozione di sanzioni mirate, individuali e settoriali, contro persone ed entità coinvolte nelle violenze sui manifestanti. 

I parlamentari del M5s spiegano che la scelta di non votare il testo nasce dal rifiuto di sostenere qualunque scenario di intervento armato esterno.  

“Abbiamo chiesto di inserire un impegno chiaro per scongiurare azioni militari unilaterali, rafforzando un testo che per il resto condividiamo. Questo passaggio è stato respinto e per questo ci siamo astenuti”, spiegano. Il M5s ribadisce di essere al fianco di chi si ribella al regime teocratico iraniano e di sostenere ogni forma di aiuto concreto e non violento ai manifestanti, ma giudica un intervento militare esterno foriero di una guerra civile e di una destabilizzazione dell’intero Medio Oriente. 

A chiarire ulteriormente la posizione è il leader Giuseppe Conte, che in un post sui social racconta il retroscena del voto. “Avremmo votato la risoluzione insieme alle altre forze politiche ma avevamo chiesto una cosa semplice: mettere nero su bianco la contrarietà ad azioni militari unilaterali fuori dal quadro del diritto internazionale. Ci hanno detto no e per questo ci siamo astenuti, pur condividendo il resto del testo”, scrive.  

Conte accusa il governo Meloni di applicare il diritto internazionale “a geometria variabile”, citando i casi di Gaza, Venezuela e altre crisi internazionali, e avverte che la legge del più forte rischia di precipitare il mondo nel caos. 

A criticare duramente la scelta del M5s è il senatore di Azione Marco Lombardo, secondo cui l’astensione rappresenta un gravissimo errore politico. “Bisognava dare un segnale di unità contro la repressione del regime iraniano. La risoluzione era nata unitaria ed è stata modificata proprio per cercare il consenso più ampio possibile”, afferma.  

Rispetto al tema evocato dal M5s di un possibile intervento militare, il senatore di Azione osserva che davanti a crimini internazionali potrebbe essere legittimo l’uso della forza collettiva a protezione della popolazione civile, e richiama anche l’ipotesi di inserire il Corpo dei Guardiani della rivoluzione islamica nelle liste delle organizzazioni terroristiche. 

Critiche all’astensione del M5s arrivano anche dal centrodestra. La capogruppo della Lega in commissione Esteri e Difesa, Stefania Pucciarelli, parla di un comportamento “perplesso e incomprensibile” su un tema che definisce “un’emergenza umanitaria”, mentre Deborah Bergamini, vicesegretaria nazionale di Forza Italia, giudica “molto grave” il mancato voto dei pentastellati.  

“Di fronte a una dittatura che reprime in modo così cruento il proprio popolo è doveroso prendere posizione senza condizioni. Questa astensione rende ancora più evidente la spaccatura nel cosiddetto campo largo”.