BAGHDAD - La giornalista statunitense Shelly Kittleson, nota per i suoi reportage dal Medio Oriente e collaboratrice di diverse testate internazionali e italiane (tra cui Il Foglio), è stata rapita ieri sera a Baghdad.
La notizia, inizialmente diffusa da Al Arabiya, è stata confermata dal ministero dell’Interno iracheno, che ha già avviato un’operazione su vasta scala per rintracciare i responsabili.
Il rapimento è stato documentato da un video delle telecamere di sorveglianza acquisito da Al Arabiya/Al Hadath: nelle immagini si vede un’auto fermarsi accanto alla giornalista in una strada della capitale; un gruppo di uomini armati l’ha poi costretta a salire a bordo prima di dileguarsi rapidamente.
Durante la fuga, le forze di sicurezza irachene sono riuscite a intercettare uno dei veicoli utilizzati dai sequestratori. Il mezzo si è ribaltato nel tentativo di sottrarsi all’inseguimento, permettendo agli agenti di arrestare uno dei sospetti.
Secondo fonti di sicurezza, l’uomo fermato sarebbe l’autista della banda e pare fosse in possesso di un badge riconducibile a un’istituzione di sicurezza ufficiale.
Mentre i complici sono riusciti a fuggire con l’ostaggio, le autorità ritengono che la giornalista sia stata portata fuori dalla capitale, verso il governatorato di Babil.
Sulle possibili responsabilità è intervenuto con un post su X Alex Plitsas, analista di sicurezza nazionale per la Cnn e referente designato della Kittleson negli Stati Uniti: “Posso confermare che la mia amica Shelly Kittleson è stata rapita e potrebbe essere stata presa in ostaggio da Katàib Hezbollah. Non si conoscono né il luogo in cui si trova né le sue condizioni”. Plitsas ha lanciato un appello a chiunque sia in possesso di informazioni affinché contatti immediatamente le autorità.
In un comunicato ufficiale, il Ministero dell’Interno ha confermato l’operazione in corso, pur senza citare esplicitamente il nome della giornalista: “Le forze di sicurezza hanno avviato un’operazione basata su informazioni precise per individuare i responsabili. L’inseguimento ha portato al sequestro di uno dei mezzi impiegati e all’arresto di un sospetto. Sono in corso le attività per rintracciare gli altri individui coinvolti e ottenere la liberazione dell’ostaggio”.
Il ministero ha ribadito il proprio impegno a colpire con fermezza chiunque tenti di destabilizzare la sicurezza del Paese o colpire cittadini stranieri, assicurando che ulteriori dettagli saranno forniti non appena la dinamica sarà pienamente chiarita.
Proprio ieri, il sito del quotidiano Il Foglio aveva pubblicato un articolo della Kittleson dal titolo “Il prezzo della neutralità curda. Gli attacchi nel Kurdistan iracheno”, un pezzo che analizzava le crescenti tensioni nell’area settentrionale del Paese, confermando l’esposizione della giornalista su temi estremamente sensibili per le milizie locali.