GAZA - Decine di coloni arrivati ieri sera nei pressi del villaggio di Susya, nella Cisgiordania meridionale, hanno lanciato pietre contro auto, case e residenti, che hanno risposto. Negli scontri è rimasto ferito Hamdan Ballal, il regista palestinese premio Oscar per il documentario No Other Land. Ed è stato successivamente arrestato dagli uomini delle Forze di difesa israeliane (Idf). 

Il co-regista israeliano, Yuval Abraham, ha scritto su X che Ballal è stato aggredito. “Un gruppo di coloni ha attaccato la casa di Hamdan, che ha diretto il film insieme a me. Lo hanno picchiato sulla testa e su tutto il corpo. Mentre era ferito e sanguinante, i soldati sono entrati nell’ambulanza che aveva chiamato e lo hanno arrestato. Da allora non si hanno più notizie e non è chiaro se stia ricevendo cure mediche e che cosa gli stia succedendo”. 

Abraham ha postato un video che mostra un colono mascherato che avrebbe attaccato il villaggio di Ballal. “Hanno continuato ad gli attacchi persino contro gli attivisti americani, rompendo la loro auto con pietre”, ha aggiunto il regista israeliano.  

Secondo un testimone oculare, quattro palestinesi sono stati feriti dal lancio di pietre, la maggior parte in modo lieve. La polizia ha dichiarato che tre palestinesi sono stati arrestati, in manette anche un minorenne israeliano successivamente rilasciato a causa delle ferite riportate dopo essere stato colpito da una pietra.  

Il 3 marzo scorso No Other Land, che racconta le demolizioni ad opera dell’Idf nel villaggio palestinese di Masafer Yatta, in Cisgiordania, ha vinto l’Oscar come miglior documentario. All’opera hanno preso parte due registi palestinesi, Ballal e Basel Adra, entrambi residenti di Masafar Yatta, e due registi israeliani, Yuval Abraham e Rachel Szor. 

Sul palco a Los Angeles, due dei quattro registi del film, un israeliano e un palestinese, hanno reclamato diritti per i palestinesi e una soluzione negoziata al conflitto. Abraham ha parlato della distruzione di Gaza ma anche degli ostaggi israeliani, brutalmente rapiti il 7 ottobre: “C’è un percorso diverso, una soluzione politica, senza supremazia etnica, con diritti nazionali per entrambi i nostri popoli”, ha detto.  

Diversi giorni dopo il discorso di Abraham agli Oscar, la Campagna palestinese per il boicottaggio accademico e culturale di Israele (Pacbi) ha rilasciato una dichiarazione in cui condannava il documentario per aver violato le “linee guida anti-normalizzazione” del movimento. Di diverso parere invece il capo del consiglio comunale del villaggio palestinese di Susya, che ha ringraziato l’appoggio degli attivisti, anche israeliani. Il documentario, nonostante l’Oscar, non ha ancora trovato un distributore in America.