TEL AVIV - Israele ha annunciato di aver recuperato i resti dell’ultimo ostaggio ancora trattenuto nella Striscia di Gaza, un passaggio considerato decisivo nella fase iniziale del piano promosso dal presidente statunitense Donald Trump per mettere fine al conflitto.

L’esercito israeliano ha confermato che i resti appartengono a Ran Gvili, 24 anni, agente di polizia ucciso durante l’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 e il cui corpo era stato portato nell’enclave.

Secondo una dichiarazione delle Forze della Difesa israeliane, l’identificazione è stata completata e i resti saranno restituiti alla famiglia per la sepoltura. Israele ha inoltre ribadito che la riapertura del valico di Rafah con l’Egitto, principale porta di accesso della Striscia verso l’esterno, avverrà una volta conclusa la restituzione o terminata l’operazione di ricerca. Un portavoce del governo non ha fornito una data precisa, mentre il comitato palestinese di tecnocrati sostenuto dagli Stati Uniti ha indicato che l’apertura potrebbe avvenire già questa settimana.

Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha definito l’operazione “un risultato straordinario”, affermando ai media israeliani: “Avevo promesso che li avremmo riportati tutti a casa, e così è stato”. Le emittenti israeliane hanno trasmesso immagini di soldati abbracciati nel luogo del ritrovamento, intenti a cantare un brano ebraico di speranza, oltre a scene che mostrano una bara avvolta dalla bandiera israeliana.

Sui social media, la madre di Gvili, Talik, ha ricordato il figlio come un eroe. Il giovane, fuori servizio e in convalescenza per un infortunio, era stato ucciso mentre cercava di fermare i miliziani a Kibbutz Alumim. Il suo corpo era rimasto a Gaza dall’inizio delle ostilità.

Gvili era uno dei 251 ostaggi rapiti durante l’attacco di Hamas del 7 ottobre. Al momento dell’accordo di cessate il fuoco raggiunto in ottobre, 48 persone risultavano ancora trattenute nella Striscia, di cui 28 ritenute morte. Il recupero dei resti dell’agente israeliano chiude ora questo capitolo.

Hamas ha accolto l’annuncio sostenendo che il ritrovamento conferma il rispetto degli impegni previsti dal piano statunitense. In una nota, il portavoce Hazem Qassem ha dichiarato che il movimento continuerà ad attenersi all’accordo, inclusa la collaborazione con il comitato incaricato dell’amministrazione civile di Gaza.