TEL AVIV - L’esercito israeliano ha dichiarato stamattina di aver condotto un attacco in un sobborgo meridionale della capitale libanese Beirut, prendendo di mira un operativo di Hezbollah: è il secondo raid del genere dopo il cessate il fuoco di novembre.
Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno specificato che l’obiettivo era un leader del movimento sciita libanese, che è stato ucciso nel distretto di Dahieh.
“L’attacco ha preso di mira un terrorista di Hezbollah che guidava gli agenti di Hamas e li aveva aiutati a pianificare un importante e imminente attacco terroristico contro i civili israeliani”, si legge in una dichiarazione congiunta dell’Idf con il servizio di sicurezza interna Shin Bet in cui si aggiunge che si è “agito per eliminare e scongiurare la minaccia”.
L’attacco israeliano della notte scorsa su Beirut ha preso di mira un funzionario che supervisionava le attività palestinesi di Hezbollah: lo afferma una fonte vicina al gruppo militante libanese sostenuto dall’Iran. L’attacco “ha preso di mira Hassan Bdair, vice capo di Hezbollah per il fascicolo palestinese”, che era “a casa con la sua famiglia” in quel momento, ha detto la fonte all’agenzia si stampa Afp.
Questo raid è il secondo in cinque giorni, dopo diversi mesi di tregua, iniziati a partire dell’entrata in vigore di un cessate il fuoco a metà novembre. Venerdì il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu aveva avvertito che lo Stato ebraico avrebbe colpito “qualsiasi parte del Libano per qualsiasi minaccia”, dopo il lancio di razzi da parte di Hezbollah verso il nord di Israele.
Sono almeno quattro le persone rimaste uccise e altre sette quelle ferite, secondo i media arabi: ad essere stato colpito sarebbe stato un edificio residenziale di tre piani. Testimoni oculari hanno riferito che un membro della leadership militare di Hezbollah viveva in uno degli appartamenti del complesso ed è stato ucciso, confermando quanto comunicato in precedenza dalle Forze di difesa israeliane (Idf).
Il presidente del Libano, Joseph Aoun, ha condannato l’attacco ed ha invitato gli alleati del Paese a sostenere il diritto alla totale sovranità: “La persistenza di Israele nella sua aggressione ci impone di raddoppiare i nostri sforzi per mobilitare gli amici del Libano in tutto il mondo affinché sostengano il nostro diritto alla piena sovranità”, ha affermato Aoun in un comunicato stampa. Il capo dello Stato ha definito l’attacco un “pericoloso avvertimento” sulle intenzioni israeliane nei confronti del Libano.
Per il primo ministro del Libano, Nawaf Salam, l’attacco israeliano della notte scorsa su Beirut è una chiara infrazione degli accordi di cessate il fuoco: il raid è “una palese violazione degli accordi di cessate il fuoco” e una “flagrante violazione della risoluzione 1701 delle Nazioni Unite”, una decisione del Consiglio di sicurezza che ha posto fine alla guerra del 2006 tra Israele e Hezbollah ed ha costituito il fondamento della tregua di novembre, si legge in un comunicato stampa diffuso dal suo ufficio.
Intanto, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha annullato la nomina annunciata ieri del nuovo capo del servizio di sicurezza interna del Paese (Shin Bet): lo riporta il Times of Israel. Ieri mattina il suo ufficio aveva fatto sapere che il premier aveva scelto l’ex comandante della Marina, Eli Sharvit, come prossimo direttore dell’agenzia in sostituzione di Ronen Bar.
In un comunicato diffuso oggi, il suo ufficio ha affermato che “il primo Ministro ha ringraziato il Vice Ammiraglio Sharvit per la sua disponibilità a servire, ma lo ha informato che dopo un’ulteriore riflessione, intende intervistare altri candidati”.