Le sfide poste dall'intelligenza artificiale e la necessità di identificare regole che consentano di mantenere il controllo umano sulle sue applicazioni sono stati al centro di un colloquio informale che il filosofo e teologo francescano Padre Paolo Benanti, accompagnato dall’Ambasciatore d’Italia a Canberra Nicola Lener e dal console generale d’Italia a Sydney Gianluca Rubagotti, presso la residenza di Sydney del primo ministro australiano Anthony Albanese.
Padre Benanti, in Australia su invito dell’Ambasciata d’Italia per partecipare a una serie di tavole rotonde sull’intelligenza artificiale e l’etica – in occasione delle celebrazioni per l’anniversario di 800 anni dalla morte di San Francesco –, ha condiviso con il primo ministro le proprie riflessioni sulla necessità di mantenere sempre la centralità dell’uomo e della sua libertà di scelta, quale criteri di riferimento per governare gli sviluppi dell’intelligenza artificiale, in linea con il pensiero espresso nell’enciclica Magnifica Humanitas di Papa Leone XIV.
Il primo ministro ha concordato con questa visione e ha sottolineato l’impegno dell’Australia – primo Paese al mondo a introdurre il social media ban per i minori di 16 anni – per far sì che l’intelligenza artificiale venga utilizzata nell’interesse dell’umanità e non contro di essa, ricordando i suoi recenti interventi in occasione dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York nelle scorse settimane.
In precedenza, Padre Benanti aveva partecipato a una tavola rotonda al National Press Club di Canberra con il viceministro per la Produttività e la Competitività, Andrew Leigh, e aveva incontrato a Sydney il viceministro per la Scienza, la Tecnologia e l’Economia Digitale, Andrew Charlton.