Ci sono storie che non si interrompono, ma cambiano semplicemente ritmo. È così che si racconta il passo indietro di Janetta Ziino, figura storica della Società Isole Eolie Melbourne, dopo oltre vent’anni di presenza attiva, passati a costruire, immaginare, accogliere. Non un addio al comitato esecutivo di cui fa parte da lungo tempo, ma un nuovo inizio. “Non è un distacco totale”, lascia intendere, ma piuttosto “un modo diverso di restare vicina al club”, perché certi legami non si sciolgono, ma si ridefiniscono.

La sua storia con l’associazione comincia quasi per caso nel 2003, in un momento personale delicato. Entra nella celebre Eolian Hall per un evento comunitario e trova “letteralmente quattro gatti”, un’immagine che le resta stampata nella memoria, perché nei suoi ricordi quella stessa sala era sempre stata piena, vibrante, viva. È lì che nasce quasi un’urgenza: “Si doveva fare qualcosa per rinvigorire questo club”, racconta Ziino, sottolineando come non si trattasse soltanto di una decisione organizzativa, ma di un atto d’amore verso una comunità che rischiava di assottigliarsi.

Janetta Ziino insieme a sua madre Anna Maria Ziino

Da quel momento, il suo impegno prende forma concreta. Nel 2004 organizza il primo “dance party”, un successo che riaccende la sala, l’anno successivo entra nel comitato, poi ne diventa public relations manager e poi segretaria. Il suo percorso non è mai stato statico, ma una continua espansione di responsabilità e visione. Eventi, mostre, concerti, incontri: ogni iniziativa porta con sé il desiderio di creare connessioni, di trasformare la memoria in esperienza condivisa. Non si tratta solo di organizzare, ma di dare senso, di costruire occasioni in cui le persone possano riconoscersi.

Nel 2013 diventa event director della Società e, da quel momento, il suo lavoro assume una dimensione ancora più ampia. Introduce nuovi linguaggi, nuove forme di partecipazione: dimostrazioni di cucina “quando ancora non erano di moda”, i seminari di genealogia, che per 10 anni hanno aiutato le persone a ritrovare le proprie radici, le mostre all’Immigration Museum, come ‘From Volcanoes We Sailed’, dove la storia migratoria si intreccia con l’identità. “È stata forse una delle esperienze più belle”, ricorda, evocando quel momento in cui passato e presente si sono incontrati sotto lo stesso tetto.

Ma ciò che emerge con più forza è la sua capacità di immaginare. Non si è mai limitata a mantenere le tradizioni: le ha reinterpretate, ampliate, portate altrove. Ha creato eventi immersivi, come la serata dedicata al viaggio dall’Italia all’Australia, con il menù originale del 1924, le bandiere, i camerieri in costume, la musica dal vivo. Ha aperto il club a nuove forme artistiche, sperimentando con artisti emergenti, performance teatrali e cinema. Perché, come lei stessa lascia intendere, la cultura non può restare ferma: deve muoversi e respirare.

Janetta Ziino insieme al braccio destro Michael Angelini

Il legame con le Eolie non nasce da un’esperienza diretta, ma da una trasmissione familiare. “Forse l’ho fatto, più di ogni cosa, per mio padre”, confessa emozionata. È lui – Bartolomeo Ziino, originario dell’isola di Lipari, mentre sua madre Anna Maria Ziino è originaria di Salina – ad averle insegnato la lingua, ad averle trasmesso l’amore per quelle isole meravigliose, rendendo quel legame con una terra lontana ancora più vivo e quotidiano. E così il suo impegno nel club diventa anche un modo per restituire, per tenere accesa una memoria che non vuole spegnersi.

Negli anni, la sua presenza è diventata quasi sinonimo di movimento continuo. “Una volta, durante un evento, una persona mi ha detto, ‘Non ti avevo riconosciuto qui seduta perché sei sempre in giro!’, e quell’espressione mi ha fatto sorridere perché è vero, non sono mai stata ferma o seduta al mio tavolo, piuttosto sempre in giro per la sala a organizzare, ad accertarmi che tutto procedesse al meglio”, spiega Ziino. La sua è infatti una dedizione volontaria, totale, spesso invisibile ma essenziale, e ne è consapevole: “So di aver fatto tanto, anche grazie all’aiuto dei miei colleghi di comitato e del talentuoso Michael Angelini, un braccio destro eccezionale. Ho cambiato tanto e ne sono molto fiera”, afferma.

Oggi Janetta Ziino giustifica la decisione di lasciare il comitato esecutivo della Società Isole Eolie Melbourne, dopo vent’anni di lavoro instancabile, con il desiderio di “permettere ad altri di iniziare”. “Ci vuole un cambio della guardia”, dice convinta. C’è intanto un nuovo progetto che la sta impegnando nell’ultimo periodo: la creazione del primo festival del cinema siciliano, ‘Cinema Sicilianu’. Un’idea che nasce dalla sua passione per il cinema e dalla volontà di raccontare una Sicilia diversa, lontana dagli stereotipi. “Non la solita tarantella, ma storie più complesse, più profonde, più vere. Un festival aperto al mondo, che accoglierà cortometraggi, voci nuove, prospettive inedite. Un luogo dove la cultura diventa dialogo”, spiega entusiasta.

Accanto a questo, il desiderio di tornare a tempo pieno anche alla sua professione di interprete, di dedicarsi di più a un lavoro che sente necessario, soprattutto per la comunità italiana in Australia. E poi, quasi come un sogno sospeso, l’idea di una “reverse migration”, di andare a vivere in Sicilia, non solo visitarla ma abitarla, comprenderla davvero: “Così posso dire che sono sicula veramente!”, afferma ridendo.

E intanto, mentre si prepara a lasciare il comitato – con un ultimo evento simbolico, il ‘Mother’s Day Luncheon’, previsto per il prossimo 3 maggio, lo stesso che aveva segnato il suo ritorno al club anni prima –, resta la consapevolezza di aver costruito qualcosa che va oltre se stessa. Il club, come tanti altri, affronta sfide nuove: costi, cambiamenti sociali, difficoltà organizzative. Ma la sua visione resta chiara: “Dobbiamo restare uniti, non più divisi per Regioni o identità locali – ammette –, ma parte di una comunità più ampia, capace di sostenersi. Sarebbe meraviglioso”.