Giovedì 5 marzo, Brisbane si prepara ad accogliere una delle figure più amate della musica italiana: Jovanotti, al secolo Lorenzo Cherubini. Un concerto atteso soprattutto dalla comunità italiana, ma capace di richiamare anche curiosi e appassionati di world music, grazie a un artista che da oltre trent’anni attraversa generi, linguaggi e generazioni. Dagli esordi tra hip hop e cultura urban di fine anni ’80, influenzato da gruppi come Run DMC, Public Enemy e Beastie Boys, fino alla maturità cantautorale, Jovanotti ha costruito un percorso unico. Funk, rap, pop e suggestioni world si intrecciano in un repertorio che ha accompagnato intere generazioni di italiani, con testi spesso intrisi di poesia, energia positiva e impegno civile. Nella capitale del Queensland l’attesa è palpabile, soprattutto tra chi è cresciuto con i suoi brani più iconici. Tra il pubblico ci saranno anche molti nostalgici degli anni ’90 e 2000, pronti a cantare a memoria.

“Ho 44 anni e per me Jovanotti è la colonna sonora dell’adolescenza - racconta Marco R., residente a Brisbane da dieci anni -. Da Ragazzo fortunato a A te, ogni canzone mi riporta a un momento preciso della mia vita”.

Entusiasta anche Giulia P., 36 anni, arrivata in Australia nel 2018: “Mi aspetto un concerto pieno d’energia. Lui dal vivo ha sempre una carica incredibile. È uno di quegli artisti che unisce generazioni diverse: io lo ascoltavo con mia sorella maggiore e adesso lo ascolta anche mio figlio”.

Non mancano però voci più critiche. Alessandro M., 49 anni, fan della prima ora, confessa un entusiasmo più misurato: “Musicalmente per me resta un artista rilevante, su questo non si discute. Però devo dire che mi ha un po’ deluso il suo silenzio sul Medio Oriente.

Negli anni ’90 era molto presente su temi internazionali, penso alla guerra nei Balcani con il mitico pezzo insieme a Piero Pelù e Luciano Ligabue, mentre oggi mi sembra più defilato. Andrò comunque al concerto, ma con uno spirito diverso”.

Al di là delle opinioni, il concerto del 5 marzo conferma ancora una volta quanto l’Australia continui a essere una tappa importante per la musica italiana. Da decenni il Paese rappresenta una seconda casa per molti cantautori storici, sostenuti da una comunità italo-australiana numerosa e affezionata che mantiene vivo il legame culturale con l’Italia. Negli ultimi anni, inoltre, il pubblico si è ampliato anche grazie a una nuova generazione di artisti capaci di sfondare sui mercati internazionali.

Un esempio emblematico è quello dei Måneskin, che hanno conquistato anche il pubblico australiano dimostrando come la musica italiana, dai grandi cantautori fino al rock contemporaneo, continui a viaggiare oltre i confini linguistici. In questo contesto, l’arrivo di Jovanotti a Brisbane non è soltanto un concerto, ma l’ennesima conferma di un legame musicale che tra Italia e Australia resta forte e vitale. E per molti, sarà soprattutto un tuffo emotivo in quegli anni in cui le sue canzoni facevano da colonna sonora a sogni, amori e partenze.