CANBERRA – Il deputato rappresentante dell’elettorato del New England riapre una porta che sembrava chiusa.
Joyce, uscito dai Nazionali alla fine dello scorso anno, ha dichiarato di essere disposto a ricandidarsi alla Camera sotto le insegne di One Nation, qualora il partito dovesse diventare competitivo in diversi collegi.
Solo quattro mesi fa Joyce aveva escluso l’ipotesi di correre nuovamente per un seggio alle elezioni federali del 2028, annunciando l’intenzione di completare il mandato e valutare piuttosto una candidatura al Senato con One Nation. Ora, con i sondaggi che mostrano una crescita del partito guidato da Pauline Hanson, il tono cambia.
“Se dovesse diventare evidente che One Nation può vincere un numero di seggi alla Camera, allora sì, naturalmente servirà qualcuno con esperienza per fare il miglior lavoro possibile”, ha detto oggi ospite di Today. Ha però precisato che non si tratta di una decisione immediata: “Non è una conversazione da fare ora, ma più avanti”.
Joyce rappresenta il New England dal 2013, quando lasciò il Senato del Queensland per candidarsi alla Camera dopo le dimissioni dell’indipendente Tony Windsor, vincendo con margine ampio. Figura di peso nel fronte conservatore, ha ricoperto anche il ruolo di vice primo ministro.
Il dibattito si inserisce in una fase di riassetto politico. L’ultimo sondaggio Resolve pubblicato dal Sydney Morning Herald indica One Nation al 23 per cento delle preferenze primarie, per la prima volta alla pari con la Coalizione. Il Partito laburista scende al 32 per cento. Secondo la rilevazione, gli elettori mostrano una preferenza leggermente maggiore per una Coalizione guidata dal nuovo leader Angus Taylor rispetto alla precedente leadership di Sussan Ley.
Taylor, nella sua prima conferenza stampa ufficiale, ha cercato di intercettare gli elettori tentati da One Nation. “Sappiamo che siete delusi da noi. Sappiamo che dobbiamo fare di più per riconquistare la vostra fiducia”, ha detto, promettendo di riportare “i valori liberali al centro dell’azione politica”.
Pauline Hanson ha liquidato il tentativo come tardivo: “Hanno cambiato leader, ma sono ancora su un cavallo morto”, ha affermato poco dopo l’elezione di Taylor.
Il primo ministro Anthony Albanese si è mostrato scettico sulla tenuta della crescita di One Nation, ricordando che in passato picchi di consenso “sono tutti crollati” nel giro di pochi anni. E ha aggiunto: “Vedremo quale sarà il rapporto tra Pauline Hanson e Barnaby Joyce tra un paio d’anni: due grandi ego nello stesso crogiolo”.