LIMA - Il presidente eletto del Cile, José Antonio Kast, ha concluso mercoledì la sua visita ufficiale in Perù, ultima tappa di una tournée regionale incentrata sul rafforzamento delle relazioni bilaterali e sulla ricerca di soluzioni comuni alla crisi migratoria e ai problemi di sicurezza che coinvolgono diversi Paesi sudamericani. 

In un messaggio ufficiale, Kast ha sottolineato la convergenza di interessi tra Santiago e Lima: “Cile e Perù hanno sfide comuni e un futuro incredibile se lavoriamo per risolverle insieme. Ringrazio il presidente @josejeriore per averci ricevuti. Che i prossimi quattro anni siano i migliori per la relazione tra Perù e Cile”. 

Durante il suo soggiorno a Lima, Kast ha proposto al presidente ad interim del Perù la creazione di un corridoio umanitario per i migranti in situazione irregolare, con il sostegno dei Paesi vicini, come possibile risposta alla crisi migratoria e di sicurezza che interessa l’intera regione.  

L’iniziativa, secondo il presidente eletto, consentirebbe in particolare ai migranti venezuelani presenti in Cile, Perù ed Ecuador di rientrare nel loro Paese in condizioni di sicurezza e dignità. 

Kast ha tuttavia chiarito che, fino al suo insediamento ufficiale alla presidenza del Cile, previsto per l’11 marzo, non gli spetta negoziare accordi internazionali formali. “In questa fase posso solo sollevare le preoccupazioni che abbiamo e avviare il dialogo”, ha spiegato, precisando che la gestione della politica estera resta per ora nelle mani del presidente uscente Gabriel Boric. 

Nel corso delle sue dichiarazioni alla stampa, Kast ha espresso fiducia nel fatto che una transizione politica in Venezuela possa favorire la riapertura dello spazio aereo ai voli commerciali, facilitando così il ritorno di quanti sono stati costretti a lasciare il Paese.  

Ha affermato di star costruendo ponti di dialogo tra diversi settori politici per cercare una soluzione umanitaria condivisa. “Nessuno vuole calpestare la dignità delle persone. Tutti vogliamo che coloro che sono stati costretti a partire possano tornare”, ha dichiarato Kast. 

La proposta del corridoio umanitario è stata discussa anche con altri leader della regione. A dicembre, Kast ne ha parlato con il presidente dell’Ecuador, Daniel Noboa, e in precedenza aveva sollevato il tema a Buenos Aires, durante un incontro con il presidente argentino Javier Milei.  

“L’obiettivo è valutare come permettere alle persone che si trovano in modo irregolare in Cile, Perù ed Ecuador di tornare nella loro patria e chiedere al governo venezuelano di aprire le frontiere a chi desidera rientrare”, ha concluso.