MADRID – Il presidente del Cile, José Antonio Kast, ha iniziato questo lunedì nella capitale spagnola il suo primo viaggio in Europa da quando si è insediato, a marzo.

L’agenda comprende un incontro con la presidente del Consiglio italiana, Giorgia Meloni, un’udienza con papa Leone XIV e la partecipazione al XXX Vertice iberoamericano.

Secondo il programma diffuso dalla Moneda, sede del governo cileno, il primo appuntamento a Madrid è stato un incontro con Santiago Abascal, leader del partito spagnolo di estrema destra Vox.

Martedì il presidente si recherà a Roma per incontrare Meloni, con la quale coltiva un rapporto politico da diversi anni. Kast le aveva già fatto visita a Palazzo Chigi nel settembre 2025, quando era ancora candidato, ed era tornato a febbraio di quest’anno come presidente eletto.

Dopo la sua vittoria al ballottaggio di dicembre, la presidente del Consiglio italiana si era congratulata con lui su X, definendolo suo amico, e a marzo aveva inviato la ministra dell’Università, Anna Maria Bernini, alla cerimonia di insediamento. Pochi giorni prima della partenza, Kast ha sottolineato i forti legami che uniscono Cile e Italia e la necessità di rafforzarli.

Mercoledì alle 9, ora di Roma, sarà ricevuto da Leone XIV nel Palazzo Apostolico, nel primo incontro tra i due da quando Kast è arrivato alla presidenza. Successivamente tornerà a Madrid per il vertice che riunirà, il 4 e 5 novembre, i capi di Stato e di governo di 22 Paesi.

Il viaggio arriva nel momento peggiore del suo mandato. Un’inchiesta del giornale digitale cileno Interferencia ha rivelato che da marzo il ministero della Giustizia ha concesso 56 riduzioni di pena a persone condannate per abusi sessuali e stupri su minori. Il beneficio ha riguardato anche tre condannati per violazioni dei diritti umani durante la dittatura di Augusto Pinochet (1973-1990).

Kast ha ammesso che lo Stato aveva tradito le vittime e il 27 ottobre ha inviato al Congresso un progetto di legge per modificare il regime di riduzione delle pene per buona condotta.

La risposta non è bastata a fermare le pressioni. Il 28 ottobre la Camera dei deputati ha approvato, con 68 voti favorevoli, 42 contrari e sette astensioni, una risoluzione che chiede le dimissioni del ministro della Giustizia, Fernando Rabat, e dei suoi due sottosegretari. Venerdì il sottosegretario Luis Silva ha lasciato il governo, ma Rabat è rimasto al suo posto e assicura di avere il sostegno del presidente.

Questo lunedì, mentre Kast atterrava a Madrid, i partiti di opposizione hanno consegnato alla Moneda una lettera in cui hanno ribadito la richiesta e avvertito che non considerano più il ministro un interlocutore valido. In Congresso non si esclude neppure un’accusa costituzionale, il meccanismo attraverso il quale il Parlamento cileno può sottoporre un ministro a un procedimento di responsabilità politica.

Il costo politico si riflette già nei sondaggi. Secondo l’indagine Pulso Ciudadano, pubblicata nel fine settimana, il gradimento di Kast è sceso al 22,1%, il livello più basso del suo mandato, e il 74,2% degli intervistati chiede le dimissioni di Rabat, compresa la metà degli elettori della maggioranza. A questo logoramento si aggiunge un’economia che registra da mesi dati negativi, con la disoccupazione al livello più alto dal 2021.