KIEV - L’Ucraina completerà entro pochi giorni il lavoro tecnico necessario per aprire i negoziati su tutti i capitoli del processo di adesione all’Unione Europea.

Lo ha dichiarato il presidente Volodymyr Zelensky, ribadendo la richiesta ai partner europei di fissare una data chiara per l’ingresso di Kiev nel blocco, considerata una garanzia fondamentale per la sicurezza futura del Paese.

“In termini tecnici saremo pronti entro il prossimo anno, ma non tutti i leader dell’Unione sono pronti a darci questa opportunità”, ha affermato Zelensky in un incontro con i media. L’Ucraina ha ottenuto lo status di Paese candidato nei primi giorni successivi all’invasione russa del febbraio 2022, ma il percorso resta complesso.

L’avanzamento formale dei sei “cluster” negoziali richiede l’unanimità degli Stati membri e finora è stato ostacolato dall’Ungheria. Il primo ministro Viktor Orban, tra i leader europei più vicini a Mosca e in vista di elezioni chiave ad aprile, ha bloccato l’approvazione necessaria e ha anche frenato un nuovo pacchetto di aiuti europei da 90 miliardi di euro per quest’anno e il prossimo. Budapest accusa Kiev di aver interrotto le forniture di petrolio russo attraverso l’oleodotto Druzhba; l’Ucraina sostiene che l’infrastruttura sia stata danneggiata da un attacco con droni russi.

Sul fronte diplomatico, Zelensky ha confermato che una nuova tornata di colloqui di pace mediati dagli Stati Uniti con la Russia non è stata cancellata, nonostante le tensioni in Medio Oriente dopo i raid contro l’Iran. Gli incontri erano previsti per il 5 e 6 marzo ad Abu Dhabi, ma Kiev sta valutando una nuova sede, con Turchia o Svizzera tra le opzioni.

“Non possiamo confermare che l’incontro si terrà ad Abu Dhabi, ma nessuno lo ha annullato”, ha precisato il presidente. Dal Cremlino, il portavoce Dmitry Peskov ha dichiarato che per Mosca resta nell’interesse proseguire i negoziati per una soluzione diplomatica al conflitto, giunto al quarto anno.

Zelensky ha sottolineato che le tensioni in Medio Oriente non hanno finora inciso sulle forniture di armi occidentali all’Ucraina, pur ammettendo che un conflitto prolungato potrebbe influire sulla disponibilità di sistemi di difesa aerea.

Per Kiev, l’adesione all’UE è centrale nella strategia post-bellica. Una data indicativa di ingresso è inclusa nelle bozze di un piano di pace in 20 punti discusso con Washington e ora oggetto di confronto con Mosca.