KIEV - Il primo giorno delle operazioni militari, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky aveva appoggiato l’attacco israelo-statunitense contro l’Iran, affermando che “è giusto dare al popolo iraniano l’opportunità di liberarsi da un regime terroristico”. Tuttavia, in un’intervista esclusiva al Corriere della Sera, il leader ucraino non nasconde la preoccupazione per le scorte di armamenti occidentali. Il timore è che Washington e i suoi alleati siano costretti a dirottare i sistemi di difesa aerea, come i missili Patriot, verso il nuovo fronte mediorientale.
Secondo Zelensky, un conflitto prolungato in Medio Oriente avrà inevitabili ripercussioni sulle consegne a Kiev. “Gli Usa potrebbero aver bisogno dei missili per difendere sé stessi e i partner del Golfo. Ricorriamo al programma Purl per acquistare armi Usa con fondi Ue, ma se le scorte scarseggiano, l’Ucraina passerà in secondo piano”, ha ammesso il presidente.
Zelensky, non ha però risparmiato una critica a Vladimir Putin, che ha descritto come un “alleato debole” che osserva immobile la caduta dei suoi partner, citando l’asilo concesso ad Assad come unico atto concreto. “Forse ha restituito agli iraniani i droni Shahed che ora produce su licenza, ma non sta agendo per salvarli”, ha concluso.
L’allargamento del conflitto ai Paesi del Golfo sta complicando l’organizzazione della nuova tornata di negoziati trilaterali di pace tra Ucraina, Russia e Stati Uniti, prevista tra il 5 e il 6 marzo. A causa delle ostilità, la sede di Abu Dhabi non è più sicura. Zelensky ha confermato che l’incontro resta fondamentale e ha suggerito come alternative Turchia o Svizzera.
Sorprendentemente, nonostante le dure critiche a Usa e Israele, Mosca rimane aperta alla mediazione statunitense per l’Ucraina. Il portavoce Dmitry Peskov ha ribadito che “una soluzione politica e diplomazia resta il cammino preferibile” per garantire gli interessi russi.
Mentre la diplomazia vacilla, sul campo le morti non si fermano: almeno otto persone sono rimaste uccise negli ultimi attacchi russi. Il bombardamento più pesante ha colpito Kramatorsk (3 vittime), mentre nel Dnipropetrovsk un drone ha centrato un treno in movimento causando un morto e nove feriti. Mosca rivendica, inoltre, la presa di tre nuove località nelle regioni di Donetsk e Kharkiv.
Kiev ha risposto all’offensiva colpendo un terminal di combustibile a Novorossijsk, sul Mar Nero: un attacco con droni ha innescato un vasto incendio che ha provocato sette feriti.