CANBERRA - Le nuove leggi contro l’incitamento all’odio, elaborate dopo l’attacco terroristico di Bondi Beach, entrano nella fase più delicata del loro percorso parlamentare.
In giornata il comitato parlamentare per l’intelligence e la sicurezza analizzerà nel dettaglio il pacchetto normativo, convocando i vertici dei dipartimenti degli Interni e del procuratore generale, oltre alla Polizia Federale Australiana e all’agenzia di intelligence ASIO.
Il governo presenterà formalmente il disegno di legge lunedì, giornata che sarà aperta anche da una mozione di cordoglio per le 15 vittime dell’attacco antiebraico di Bondi. L’esecutivo punta a rafforzare in modo deciso gli strumenti contro l’odio razziale e i predicatori estremisti, introducendo nuovi reati penali. La bozza prevede che chiunque promuova o inciti pubblicamente all’odio contro una persona o un gruppo per motivi di razza, colore o origine nazionale o etnica rischierà fino a cinque anni di carcere.
Il testo prevede anche il divieto di diffondere idee di superiorità o di odio razziale, qualora il comportamento sia tale da intimidire una persona o farle temere molestie, violenze o per la propria sicurezza. È un passaggio chiave che amplia l’area di intervento penale rispetto alla normativa attuale.
Proprio su questi dettagli si concentrano però le perplessità della Coalizione. In particolare, desta preoccupazione una clausola che esenta dal reato il “citare direttamente o fare riferimento a un testo religioso per finalità di insegnamento o discussione religiosa”. Alcuni esponenti dell’opposizione temono che questa eccezione possa diventare una scappatoia per predicatori radicali, soprattutto in ambito islamista, consentendo loro di sottrarsi alle nuove sanzioni.
Il pacchetto legislativo, inoltre, non riguarda solo le espressioni di odio. Si tratta di un provvedimento omnibus che include anche riforme sulle armi da fuoco, un tema che rischia di dividere ulteriormente la Coalizione. I dettagli completi delle misure saranno resi pubblici oggi, ma alcuni deputati dei Nazionali hanno già espresso riserve dopo l’incontro informativo di ieri sera.
Il portavoce dell’opposizione per gli Affari interni, Jonno Duniam, ha cercato di rassicurare i possessori di armi che ne fanno uso per attività sportive o per la gestione di quelle agricole, spiegando che alcune disposizioni sull’importazione riguardano categorie specifiche di armi. “Come Coalizione lavoreremo sui dettagli per arrivare a una posizione unitaria”, ha detto.
Il confronto che si apre nei prossimi giorni metterà alla prova l’equilibrio tra sicurezza, coesione sociale e libertà di espressione, in un clima ancora segnato dal trauma della tragedia di Bondi.