PERTH – Il 17 marzo 1861 veniva proclamato a Torino il Regno d’Italia, primo passo di un processo di unificazione che avrebbe richiesto ancora tempo e sacrifici.
La giornata, organizzata dal Comites Western Australia in collaborazione con il Consolato d’Italia a Perth e alla presenza di rappresentanti dell’Arma dei Carabinieri e degli Alpini ha avuto come filo conduttore il tema dell’identità del popolo italiano.
Una identità che si esprime in questa ‘Giornata dell’Unità Nazionale’, della Costituzione, dell’Inno e della Bandiera che noi oggi ricordiamo, come ha sottolineato il console d’Italia a Perth, Nicolo Costantini, perché “simboli fortemente identitari di un popolo”. “E ciò che oggi noi celebriamo è il significato profondo di quei simboli, nei quali si sono riconosciuti e si riconoscono milioni di italiani”.
“Compresi gli italiani nel Western Australia che – ha proseguito il Console – con il loro impegno, le loro azioni e la loro profonda identità nazionale possono contribuire concretamente, nonostante la lontananza geografica, a rafforzare ancor di più il senso di unità della nostra Patria”.
Il legame tra lingua, cultura e identità è stato al centro dell’intervento ‘L’italiano e l’Unità d’Italia... Una storia lunga 160 anni’ di Maria Rosaria Francomacaro, docente di lingua italiana presso la University of Western Australia: “L’italiano è una lingua in evoluzione, come tutte le lingue, e nel corso di questi 160 anni è cambiata, passando dalla dialettofonia del 1861 a un italiano parlato da tutti nel corso di 70-80 anni. Una trasformazione dovuta alla scuola, alle emigrazioni, sia interne sia esterne, e alla diffusione di radio e televisione”.
E oggi?
“L’italiano di oggi ha di nuovo fatto pace coi dialetti ed è consapevole della sua eterogeneità: l’italiano è unitario nella sua diversità, cosi come l’Europa è unitaria nella sua diversità di lingue”.
Prima del pranzo e dell’intrattenimento musicale, il presidente Comites WA Vittorio Petriconi, nel ringraziare il presidente dell’Abruzzo e Molise Sporting Club, Francesco Abbonizio, per l’organizzazione, ha sottolineato l’importanza di “eventi che aiutano le nuove generazioni a sentirsi più vicine alla patria per mantenere l’italianità anche all’estero, dove gli italiani sono sempre orgogliosi di essere italiani”.
E quindi: viva l’Italia!