Una serata all’insegna della tradizione, ma anche della contemporaneità, quella andata in scena al ristorante Tartufo, dove l’Accademia Italiana della Cucina - Delegazione di Brisbane ha riunito istituzioni, comunità e appassionati per celebrare un traguardo simbolico: il riconoscimento della cucina italiana come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità UNESCO. Un riconoscimento che va ben oltre il piatto. La cucina italiana, infatti, è stata raccontata nel corso della serata come espressione viva di identità, relazioni e memoria collettiva. Non solo ricette, ma un linguaggio culturale che nasce nelle case, si tramanda di generazione in generazione e continua a evolversi senza perdere autenticità.

A tradurre questi valori in esperienza concreta è stato lo chef Tony Percuoco, che insieme al suo team ha costruito un percorso gastronomico raffinato e coerente con il tema scelto dall’Accademia per il 2026: il baccalà, lo stoccafisso e, più in generale, il patrimonio dei pesci conservati nella tradizione regionale italiana. Dall’accoglienza con prosecco e baccalà mantecato, fino al baccalà fritto e ai rigatoni al ragù alla genovese, ogni portata ha raccontato un pezzo d’Italia. Il baccalà in cassuola, intenso e profondo nei sapori, ha rappresentato il cuore della cena, mentre il profiterole al cioccolato ha chiuso il percorso con una nota classica e conviviale. Il tutto accompagnato da una selezione di vini italiani capaci di esaltare la varietà e la ricchezza delle tradizioni regionali.

Numerosa e qualificata la partecipazione istituzionale. Tra gli ospiti, Ros Bates, ministro statale per le Finanze, il Commercio, l’Occupazione e la Formazione, e Ryan Murphy del Brisbane City Council. Ampia anche la rappresentanza della comunità italiana, con esponenti di rilievo del mondo associativo e imprenditoriale, membri dell’Italian Chamber of Commerce e figure insignite di onorificenze della Repubblica italiana. Particolarmente apprezzata la presenza di rappresentanti della magistratura, tra cui il giudice Sal Vasta e il magistrato Debbie Vasta, così come il momento di raccoglimento guidato da padre Mauro Conte, che ha aperto ufficialmente la serata.

Non è mancato un collegamento ideale con l’Italia grazie al messaggio video del presidente dell’Accademia Italiana della Cucina, Paolo Petroni, condiviso con i presenti per sottolineare l’importanza di questo riconoscimento a livello globale. Tra i momenti più sentiti, il tributo a Santo Santoro, figura di riferimento nella promozione della cultura italiana nel Queensland. La sua dedizione, riconosciuta dagli ospiti d’onore, è stata indicata come esempio concreto di come tradizione e innovazione possano convivere e rafforzarsi a vicenda.
La serata si è così trasformata in qualcosa di più di una semplice cena: un’occasione per ribadire il valore della cucina italiana come ponte tra generazioni, territori e comunità, capace di unire istituzioni e persone attorno a un patrimonio condiviso.