ROMA - È morta Valeria Fedeli, sindacalista, dirigente politica ed ex ministra dell’Istruzione nel governo guidato da Paolo Gentiloni. Aveva 76 anni. La notizia della sua scomparsa ha suscitato cordoglio trasversale nel mondo politico e istituzionale, dove Fedeli è stata una figura riconosciuta e rispettata anche da avversari di schieramento. Il Senato le ha reso omaggio con un minuto di silenzio.
Nata a Treviglio, in provincia di Bergamo, nel 1949, Valeria Fedeli ha legato gran parte della sua vita all’impegno nella scuola e nel sindacato. Dopo l’esperienza come insegnante nella scuola primaria, iniziò giovanissima l’attività sindacale nella Cgil, che divenne a tempo pieno alla fine degli anni Settanta.
Nel 1982 si trasferì a Roma per lavorare nella segreteria nazionale della federazione del pubblico impiego, avviando un percorso che l’avrebbe portata a ricoprire incarichi di crescente responsabilità, anche a livello europeo, nella Federazione europea dei sindacati. In quegli anni si è distinta per l’attenzione ai temi dell’emancipazione femminile e della parità di genere, impegno che l’ha vista tra le promotrici del movimento “Se non ora quando”.
L’ingresso nella politica parlamentare avviene nel 2013, quando viene eletta senatrice nelle liste del Partito democratico. A Palazzo Madama resterà fino al 2022, ricoprendo anche il ruolo di vicepresidente vicaria del Senato. In questa veste assunse decisioni di rilievo istituzionale, come nel gennaio 2015, quando dichiarò ammissibili alcuni emendamenti “predittivi” per superare l’ostruzionismo record sulla legge elettorale, una scelta che ha fatto giurisprudenza parlamentare.
Nel dicembre 2016, con la nascita del governo Gentiloni, Fedeli fu nominata ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, tornando così al mondo della scuola che aveva segnato l’inizio del suo percorso.
La sua esperienza al ministero fu accompagnata anche da polemiche politiche, in particolare per il fatto di non essere laureata, critiche alle quali rispose rivendicando il valore dell’esperienza e del lavoro sul campo. Chi ha lavorato con lei la ricorda come una ministra presente, abituata ad arrivare al dicastero di viale Trastevere fin dalle prime ore del mattino.
Tra le iniziative più significative del suo impegno istituzionale c’è l’istituzione - per la prima volta al Senato - di una commissione d’inchiesta sui femminicidi, nata su sua proposta e accolta in modo bipartisan, oggi divenuta bicamerale.
Numerosi i messaggi di cordoglio. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricordato il suo “lungo impegno sindacale e politico, con costante attenzione ai traguardi di parità tra donna e uomo”, sottolineandone la passione civile e il senso delle istituzioni.
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha espresso dolore per la scomparsa di una donna che “ha sempre vissuto con convinzione e passione il suo impegno in politica, nel mondo della scuola e del sindacalismo”. Parole di stima sono arrivate anche dai presidenti delle Camere, dai leader di partito e da esponenti di tutto l’arco parlamentare, da Elly Schlein a Matteo Renzi, da Carlo Calenda al Movimento 5 Stelle.