MELBOURNE - Bianca Colecchia, è finita al centro delle polemiche dopo aver pubblicato un video girato nelle strade di Melbourne in cui afferma che la città “non sembra affatto in una nazione occidentale”.

Colecchia, segretaria statale del partito, chiede che l’Australia limiti l’arrivo di migranti provenienti da Paesi “non culturalmente coesi”, sostenendo che il multiculturalismo sia un “concetto fallito”.

Il filmato, registrato nel CBD la sera di Capodanno e pubblicato online il mese scorso, mostra brevi spezzoni di persone in strada. Nel video, Colecchia invita gli spettatori a “trovare l’occidentale”, presentando le immagini come prova di un cambiamento demografico che, a suo dire, starebbe erodendo identità e coesione sociale. “Anche se individualmente possono essere brave persone, il problema è a livello collettivo - ha dichiarato -. Erode la nostra identità culturale e la coesione”.

Colecchia, arrivata in Australia dall’Italia circa dieci anni fa, sostiene che chi “doveva essere in minoranza” sarebbe diventato un gruppo demografico sempre più grande. Riferendosi agli “occidentali”, ha detto che “all’improvviso siamo noi la minoranza”. In un articolo successivo ha ampliato l’attacco al multiculturalismo, accusandolo di fingere che “tutte le culture siano uguali”. “Ma non lo sono”, ha affermato, ribadendo la necessità di ridurre l’immigrazione da Paesi ritenuti “incompatibili” senza integrazione e assimilazione.

Le sue posizioni hanno attirato critiche da gruppi multiculturali e da esponenti politici sia Laburisti che Liberali, che accusano One Nation di cercare lo scontro identitario per guadagnare consenso. La senatrice Liberale del New South Wales Maria Kovacic ha detto che One Nation “vive dividendo gli australiani, senza offrire soluzioni reali”, ricordando che il Paese “è stato costruito da milioni di volti e culture diverse”. Il ministro federale per gli Affari multiculturali Anne Aly ha difeso l’idea di un’Australia moderna in cui tutti siano “liberi di vivere senza divisioni”, definendo questi messaggi “non australiani”. Farah Farouque, a capo dell’Ethnic Communities’ Council of Victoria, ha liquidato il video come “assolutamente ridicolo” e “provocatorio”, parlando di clickbait.

Il caso emerge mentre One Nation cresce nei sondaggi e le sue politiche vengono osservate più da vicino. Un’indagine Redbridge pubblicata ieri dall’Australian Financial Review indica che il 35% degli elettori apprezza la linea del partito sull’immigrazione. Il programma di One Nation prevede un tetto di 130mila visti l’anno, otto anni di attesa per cittadinanza e welfare, e lo stop a ingressi da Paesi “noti per favorire ideologie estremiste”, oltre al ritiro dalla Convenzione ONU sui rifugiati.

Colecchia sostiene che il consenso stia crescendo perché molti australiani vogliono meno immigrazione, collegando il tema a case e sanità più care: “Vogliono leader che ascoltino e mettano gli australiani al primo posto”.