WASHINGTON –  La Fed taglia i tassi d’interesse preoccupata dall’andamento del mercato del lavoro, sul quale i “rischi sono aumentati”.

Ma guardando a dicembre un’ulteriore riduzione è “tutt’altro che scontata”: andando avanti sarà “differente rispetto alla logica della gestione del rischio” che ha dominato nelle ultime riunioni, ha detto Jerome Powell gelando le attese di Wall Street. La reazione dei listini americani è stata immediata: dopo una seduta in positivo, hanno girato rapidamente al ribasso nonostante la spinta di Nvidia.

“L’incertezza sulle prospettive economiche resta elevata” e i rischi al ribasso sul mercato del lavoro sono “saliti negli ultimi mesi”, indica la Fed al termine della riunione in cui ha deciso di ridurre i tassi. Una decisione che non è stata presa all’unanimità: Stephen Miran, nominato dal presidente statunitense Donald Trump, ha votato contro preferendo una riduzione di mezzo punto. Jeffrey Schmid,

il presidente della Fed di Kansas City, ha votato contro preferendo lasciare i tassi invariati, probabilmente anche alla luce dello shutdown in corso che ha bloccato la pubblicazione dei dati economici, lasciando al buio la banca centrale.

Con il taglio di un quarto di punto il costo del denaro scende in una forchetta fra il 3,75% e il 4%, scivolando per la prima volta dalla fine del 2022 sotto il 2%. Per aiutare il mercato del lavoro, la Fed ha anche annunciato che dal primo dicembre fermerà la riduzione del suo bilancio, ovvero quel quantitative tightening avviato nel 2022 dopo aver acquistato miliardi di dollari di asset per stimolare l’economia durante la pandemia.

“Guardiamo agli annunci di licenziamenti con molta attenzione”, ha messo in evidenza Powell, ammettendo che lo shutdown potrebbe avere effetto sulla riunione di dicembre della Fed. La mancanza di dati spinge la Fed a fare affidamento sulle rilevazioni dei privati e questo le consente di avere un quadro generale ma non dettagliato sullo stato dell’economia.

Questo complica l’attività della banca centrale, già alle prese con i suoi obiettivi di politica monetaria - la stabilità dei prezzi e la massima occupazione - che si muovono in direzione opposte, creando tensione. “L’incertezza sull’inflazione è il motivo per cui la Fed è cauta”, ha detto Powell parlando di un mercato del lavoro che si sta raffreddando. Tuttavia, quest’anno è attesa una crescita dell’economia dell’1,6%. “Penso che la Fed - ha osservato - quest’anno abbia fatto finora la cosa giusta”.