MILANO - Citius, altius, fortius, communiter”: più veloce, più in alto, più forte, insieme. Il motto olimpico, ha ricordato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, non è soltanto un programma sportivo, ma un principio che dovrebbe ispirare anche le relazioni internazionali. “Quelle parole non sono soltanto un programma sportivo: dovrebbero essere, sono, un programma cui dovrebbero ispirarsi tutti i governi del mondo nelle relazioni tra di loro”, ha affermato il capo dello Stato nel suo indirizzo alla cena di gala offerta dalla presidente del Comitato Olimpico Internazionale (CIO), Kristy Coventry.

“La prima competizione è con se stessi, con i propri limiti per superarsi, per migliorarsi”, ha aggiunto, rivolgendosi non solo agli atleti ma anche al pubblico e ai rappresentanti istituzionali presenti. La cena, organizzata alla Fabbrica del Vapore, ha visto la partecipazione di numerosi ospiti internazionali, tra cui il vicepresidente americano J.D. Vance, il segretario di Stato, Marco Rubio, i reali dei Paesi Bassi e il presidente albanese, Bajram Begaj. Durante il suo intervento, la presidente del CIO ha ringraziato l’Italia e il presidente Mattarella per l’impegno nell’organizzazione dei Giochi Olimpici Invernali Milano-Cortina 2026. Alla tavola presidenziale, Mattarella è stato affiancato dalla figlia Laura, seduto di fronte a Vance e Coventry e alla sinistra del presidente del CONI, Luciano Buonfiglio. 

Ma la giornata del Presidente a Milano era iniziata ben prima della cena di gala. Mattarella ha visitato il Villaggio Olimpico, scortato da otto corazzieri, dove ha firmato il murale della Tregua Olimpica e si è recato alla lounge dei capi delegazione accompagnato dal numero uno del CONI, Buonfiglio, dal segretario generale Carlo Mornati, dal presidente della Fondazione Milano-Cortina Giovanni Malagò e dall’amministratore delegato dei Giochi, Andrea Varnier, insieme al sindaco di Milano, Giuseppe Sala, e al presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana. 

Nel suo discorso agli Azzurri, Mattarella ha sottolineato il valore della competizione “con se stessi, con i propri limiti, per superarsi e migliorarsi”. “Ci auguriamo che siano tante le medaglie - ha detto - ma ciò che conta è il modo in cui parteciperete, con impegno, dando tutto voi stessi, con lealtà e rispetto per gli altri. È una competizione che offre al mondo uno spettacolo di straordinario valore, di convivenza, di amicizia, di umanità e di serietà”. 

Il Presidente ha poi ricevuto il giaccone della nazionale dagli atleti Arianna Fontana, portabandiera, e Carlo Mornati, indossandolo subito. “Per tutte e tutti voi questo è già un grande successo. Essere stati selezionati per partecipare alle Olimpiadi è un traguardo di enorme importanza. Presumo che non siate appagati e affronterete le competizioni con l’intenzione di ottenere altri risultati. Lo sport manda al mondo un messaggio di pace e di serenità”. Nel suo discorso e durante la visita al Villaggio Olimpico, Mattarella ha richiamato il concetto di Tregua Olimpica, un principio antico che invita a sospendere conflitti e tensioni per il tempo dei Giochi, favorendo la pace e la collaborazione tra i popoli.

“Se il mondo fosse come il Villaggio Olimpico, con rispetto e amicizia reciproci, molti problemi internazionali troverebbero soluzioni”, ha sottolineato il Presidente, ribadendo come lo sport possa essere un potente messaggio di convivenza e solidarietà globale. “Il presidente Mattarella è sempre una garanzia - ha commentato il sindaco Sala -. L’atmosfera è straordinaria, se il mondo fosse così avremmo risolto molti problemi. La Tregua Olimpica sarebbe stata una cosa storica”.