SYDNEY - La Reserve Bank of Australia (RBA) ha aumentato i tassi d’interesse per il secondo mese consecutivo mentre l’impennata dei prezzi dell’energia legata alla guerra in Medio Oriente alimenta nuove preoccupazioni sull’inflazione.

Il consiglio di politica monetaria della Banca centrale ha deciso oggi di alzare il tasso ufficiale di 25 punti base portandolo al 4,1 per cento. La decisione è stata presa con una votazione divisa, cinque membri favorevoli e quattro contrari.

Si tratta del secondo rialzo consecutivo dopo quello dello stesso importo deciso a febbraio.

La scelta era stata prevista dalla maggioranza degli economisti e dai mercati finanziari, che attribuivano una probabilità superiore ai due terzi a un nuovo aumento.

Le pressioni sui prezzi erano già consistenti prima dell’escalation militare in Medio Oriente. Un mercato del lavoro molto solido e una crescita economica ancora robusta avevano infatti mantenuto l’inflazione sopra i livelli ritenuti accettabili dalla Banca centrale.

Secondo i dati dell’Australian Bureau of Statistics, l’inflazione annuale ha raggiunto il 3,8 per cento a gennaio, superando l’obiettivo della Reserve Bank compreso tra il 2 e il 3 per cento.

La situazione si è complicata ulteriormente dopo l’attacco statunitense e israeliano contro l’Iran e la successiva chiusura dello Stretto di Hormuz, uno dei passaggi strategici per il commercio mondiale di petrolio.

Il prezzo di riferimento del greggio è balzato da circa 70 dollari statunitensi al barile fino a picchi vicini ai 119 dollari, aumentando il rischio di nuove pressioni sui prezzi in molte economie.

In passato la Banca centrale aveva mostrato cautela nell’alzare i tassi nelle riunioni che non seguono immediatamente la pubblicazione dei dati trimestrali sull’inflazione. Tuttavia la rapidità con cui il prezzo del petrolio è salito e il conseguente aumento delle aspettative inflazionistiche hanno spinto l’istituto ad agire.

I mercati finanziari ora prevedono la possibilità di altri aumenti nei prossimi mesi. Secondo le attuali aspettative, il tasso ufficiale potrebbe raggiungere il 4,6 per cento entro la fine del 2026.

Per le famiglie australiane ciò significa rate dei mutui ancora più pesanti. Ogni aumento di 25 punti base comporta circa 90 dollari in più al mese per un mutuo medio da 600mila dollari.

L’attenzione degli investitori è ora rivolta alla conferenza stampa della governatrice Michele Bullock, dalla quale potrebbero emergere indicazioni sulla direzione futura della politica monetaria.