ADELAIDE - La scomparsa di Gus Lamont, quattro anni, avvenuta più di quattro mesi fa nell’outback del South Australia, è stata ufficialmente dichiarata un crimine maggiore dalla Polizia dello Stato. Una svolta che arriva dopo quella che le autorità hanno definito una delle operazioni di ricerca più vaste, intense e prolungate mai condotte nella regione.
Gus era scomparso dalla proprietà di famiglia, la Oak Park Station, un’area di circa 60.000 ettari situata nei pressi di Yunta, a circa 300 chilometri nell’entroterra di Adelaide. Fin dai primi giorni, le ricerche hanno coinvolto un imponente dispiegamento di forze: Polizia a cavallo, sommozzatori, personale dei servizi di emergenza e della difesa, droni e tracker aborigeni, tutti impegnati a setacciare un territorio vasto e impervio.
A coordinare l’indagine è la Task Force Horizon, sotto la guida del detective sovrintendente Darren Fielke, responsabile dei reati maggiori. Giovedì, Fielke ha dichiarato che l’operazione non ha precedenti per portata e complessità, sottolineando come, fino a questo momento, non fossero emerse prove concrete di un atto criminale, pur senza escludere alcuna ipotesi.
Secondo quanto spiegato dagli investigatori, l’indagine si muove lungo tre linee principali, tutte portate avanti in parallelo. La prima ipotesi è che il bambino si sia allontanato da solo dalla proprietà, perdendosi nell’outback. Le altre due, ben più gravi, prendono in considerazione la possibilità di un rapimento oppure il coinvolgimento di una persona conosciuta dal bambino nella sua scomparsa e nella sua presunta morte.
“Oggi dichiaro ufficialmente la scomparsa di Gus Lamont come un crimine maggiore”, ha affermato Fielke, annunciando che ulteriori dettagli sulle indagini saranno resi noti nei prossimi giorni.
La comunità locale e l’intero Paese restano in attesa di risposte, mentre il caso di Gus continua a scuotere l’opinione pubblica australiana, diventando uno dei misteri più dolorosi e complessi degli ultimi anni.