SYDNEY – Dietro ogni gelato c’è una storia. Talvolta una storia semplice, per altre una storia epica, che attraversa la guerra, la migrazione, due isole e infine l’Australia.
È da questo intreccio di memoria e viaggio che nasce Sweet Legacy – A story about Nonno, il primo libro per bambini pubblicato da Virginia De Luca, figlia e nipote di maestri gelatieri, determinata a trasformare un’eredità familiare in un racconto che possa parlare ai più piccoli.
L’idea, racconta Virginia, è sbocciata quasi per necessità. Qualche anno fa partecipava a un programma di narrazione multiculturale promosso dal Blacktown Council.
Ogni volta che si trovava davanti ai bambini sentiva che mancava qualcosa: un supporto illustrato, una storia compiuta, un mezzo da affiancare alla parola.
“Ho pensato: devo avere qualcosa di visivo da raccontare ai bambini, qualcosa che dica davvero chi siamo, la nostra tradizione”.
Dopo quel pensiero iniziale, però, l’idea rimase sospesa per mesi, fino all’occasione giusta.
L’arrivo del programma Let’s Go Italian, promosso dal Canterbury Bankstown Council, è stato lo stimolo decisivo: “Era l’occasione perfetta per finire il libro e farne un racconto, insieme al laboratorio sul gelato”, ha detto De Luca, emozionata per questo progetto che, lentamente, prendeva forma.
Notti di lavoro, ricerche familiari, fotografie d’epoca, e “con un pizzico di tecnologia, ho creato il libro. Il concetto è semplice: la storia di mio nonno, della nostra famiglia, da dove veniamo”.
Il libro è basato sulla vita del nonno di Virginia, un ragazzo di 17 anni che a Messina ottenne la sua prima licenza da venditore ambulante. “La foto del libro è proprio la sua licenza da gelataio di strada”.
Il suo “posto fisso” era davanti al Duomo, dove serviva gelati e granite ai passanti, finché la guerra non lo costrinse a interrompere tutto.
Tornato dal fronte, ricominciò da zero: incontrò la futura moglie, costruì una famiglia numerosa, trasformò la produzione del gelato in un lavoro condiviso, dove ogni figlio aveva un ruolo.
Tra loro anche il padre di Virginia, che di quella tradizione fece un mestiere, portando l’arte del gelato prima in Sardegna e poi in Australia. “Papà è diventato l’uomo che è, qui in Australia, grazie a quello che ha imparato da mio nonno”. Virginia stessa è cresciuta avvolta dal “profumo del gelato”, come ama dire. Prima, nel negozio di famiglia in Sardegna, poi sulle strade, vendendo dalla piccola lapa portata da Messina.
“A quattro anni ero già fuori dal negozio ad aiutare il business di famiglia”, ricorda. Quando la famiglia migrò in Australia negli anni ’90, il gelato diventò ancora una volta lavoro e ponte con la nuova vita. Le attività a Leichhardt e Bondi prima, e Five Dock in seguito, hanno plasmato decenni di storia culinaria italo-australiana.
“Non ci siamo mai fermati, a dire il vero”, aggiunge Virginia. Oggi la tradizione continua attraverso il fratello, che gestisce The Little Gelato Cart, sostenuto dal padre e, occasionalmente, da lei stessa.
Il libro è stato pensato per lettori dai 6 ai 10 anni, ma anche per chi studia italiano: “È scritto in italiano e in inglese: può aiutare chi vuole esercitarsi con la lingua”.
Per Virginia la motivazione più grande è il valore della memoria familiare e culturale: “Volevo condividere la nostra storia. Credo che le nuove generazioni abbiano bisogno di preservare il patrimonio da cui provengono. È una storia di famiglia, di impegno, di difficoltà, ma anche soprattutto di unione”.
Molti bambini italo-australiani oggi non trovano libri che parlino delle loro origini; questo libro colma una mancanza, unendo una storia di migrazione, di lavoro artigianale e di affetto, con illustrazioni che rendono tutto più accessibile.
Il progetto è stato sostenuto da Co.As.It., che ha creduto nell’idea di unire narrazione e laboratori di gelato nelle biblioteche. Grazie a loro, il libro è arrivato nelle Canterbury Bankstown Libraries, dove oggi può essere letto e preso in prestito, e presto raggiungerà anche altre biblioteche.
La sorpresa più emozionante è arrivata, però, per posta, ha confessato l’autrice: “Ho ricevuto una lettera dal Parlamento del NSW in cui la deputata Stephanie Di Pasqua si congratula per il libro”. Un riconoscimento inatteso, che ha rafforzato l’importanza del progetto.
Il testo ha già viaggiato ben oltre Sydney. Familiari, amici e compaesani in Sardegna e in Sicilia lo hanno richiesto con entusiasmo. “Ci sono persone dentro quelle immagini: i miei parenti, i miei compagni di scuola. Vogliono avere con sé questa storia”.
Per De Luca questo è solo l’inizio, ha già ricevuto interesse da altri Council e sta considerando una serie di nuovi libri. “Mi piacerebbe raccontare altre situazioni vissute da mio nonno, per insegnare compassione, famiglia, comunità”.
Il libro, nelle sue mani, non è un prodotto commerciale ma una porta aperta: uno strumento didattico da affiancare ai corsi di gelato, una mappa dell’Italia da mostrare ai bambini durante le letture pubbliche, un ponte tra generazioni.