C’è un filo sottile che unisce la Sicilia a Brisbane, passando per una cucina dove le mani impastano, raccontano e custodiscono memoria.
Quel filo oggi ha un nome: At Carla’s Table, il progetto di Carla Skerman, orgogliosa italo-australiana dalle profonde radici siciliane. Discendente delle famiglie Di Marco di Linguaglossa e Di Francesco/Cristaldi di Castiglione e Giardini Naxos, Carla è cresciuta in una casa dove la cucina era il cuore pulsante della vita familiare. Attorno al tavolo si imparavano ricette, ma anche rituali e storie; il cibo non era solo nutrimento, ma identità, celebrazione e amore.
A soli 19 anni, ha ricevuto una borsa di studio sostenuta dai governi italiano e australiano che le ha permesso di vivere e studiare a Siena, in un programma volto a rafforzare le relazioni tra i due Paesi. Un’esperienza formativa che ha consolidato il suo legame con l’Italia e acceso un impegno profondo verso la propria eredità culturale. Dopo oltre vent’anni in ruoli dirigenziali e commerciali di alto livello, e oggi madre di tre bambini, Carla ha sentito che era arrivato il momento di onorare davvero quella promessa giovanile: restituire valore alle proprie radici e trasmetterle alle nuove generazioni. Attraverso la sua piattaforma Instagram, Carla documenta e preserva le tradizioni di famiglia insieme alla sua amata nonna, Carmela ‘Mela’ Di Francesco, 89 anni, e alla zia Anna McLean.
Ogni mercoledì, nella capitale del Queensland, la cucina si trasforma in un ponte con la Sicilia. Si preparano dolci e piatti della tradizione come gli Osso dei Morti, i Crostoli, i maccheroni siciliani fatti a mano per il giorno di Natale, il Torrone nel periodo delle feste, e il Salamariggiu realizzato secondo la ricetta tramandata in famiglia. Gesti antichi che si ripetono con rispetto, senza scorciatoie, come si faceva una volta.
Ma At Carla’s Table non è solo nostalgia, Carla mostra anche come le ricette classiche possano vivere nelle cucine australiane contemporanee, adattandosi ai ritmi moderni senza perdere autenticità e anima. È un dialogo tra passato e presente, tra tradizione e innovazione. Il progetto ha trovato eco ben oltre l’Australia. Dalla diaspora italiana negli Stati Uniti e in Canada arrivano messaggi di chi si rivede in quelle immagini: una nonna che impasta, una zia che corregge il gesto, un dialetto che sopravvive tra una risata e un ricordo. In un tempo in cui l’identità rischia di diluirsi, Carla sceglie di custodirla con semplicità: attraverso il cibo, la lingua, i rituali familiari.
Per lei, questo lavoro è un atto di gratitudine verso chi è partito con poco, ma ha portato con sé ricette, parole e tradizioni capaci di plasmare intere generazioni di italo-australiani. “At Carla’s Table è il mio modo di mantenere viva la tavola di famiglia, per oggi e per le generazioni future - racconta Carla -. I nostri nonni sono arrivati in Australia con pochissimo, ma hanno portato con sé ricette, lingua e tradizioni che hanno definito chi siamo. Ho avuto un’opportunità educativa per rafforzare i legami tra Italia e Australia, e ora, attraverso il cibo e la famiglia, sento di onorare quell’impegno”.
In una Brisbane sempre più multiculturale, il progetto di Carla Skerman è un esempio luminoso di come la memoria possa diventare azione concreta: un gesto settimanale che profuma di Sicilia e che, attorno a una tavola, continua a costruire comunità.