MELBOURNE – Giovedì scorso, quando è emersa la notizia delle tensioni nelle file laburiste per la leadership di Jacinta Allan e delle presunte macchinazioni interne per rimpiazzarla, la premier era in compagnia reale, brindando al re e la regina di Danimarca, nei sontuosi Giardini botanici di Melbourne.
Pochi minuti dopo aver ricevuto notizia delle trame contro di lei, Allan era già in viaggio verso Spring Street, consapevole che, vere o false, le speculazioni sulla leadership e sul pericolo che i laburisti possano perdere con lei alle redini, fino a venti seggi alle prossime elezioni, l’accompagneranno costantemente fino alle elezioni di novembre.
Allan e i suoi sostenitori hanno parlato di “pettegolezzi inutili, dicerie da quattro soldi”, messe in giro, ha aggiunto la premier, da “birboncelli forse bisognosi di coccole”.
Il Partito laburista del Victoria ha subito preso le distanze dalla percentuale citata nell’articolo pubblicato la settimana scorsa dall’Herald Sun, sottolineando che le ricerche interne vengono condivise solo dal quartier generale dell’Alp e dall’ufficio della premier.
Dietro la campagna di destabilizzazione ci sarebbero apparentemente degli esponenti laburisti non eletti in Parlamento e uno sparuto gruppetto di deputati, che favorirebbero la promozione o del vicepremier Ben Carroll, espressione della corrente di destra dell’Alp, o della ministra dei Trasporti e delle Infrastrutture Gabrielle Williams, esponente della sinistra (la stessa corrente della premier).
Carroll, interpellato in merito, ha detto di avere già il “lavoro dei miei sogni”, quello di ministro dell’Istruzione. Williams ha sottolineato di appoggiare la premier e la lunga esperienza che ha portato nel ruolo.
Nonostante le smentite però un anonimo esponente laburista ha detto che a suo avviso Jacinta Allan non sarà alla guida del Partito nella prossima campagna elettorale, e Gabrielle Williams, che gode dei maggior consensi nella corrente di sinistra, “deve decidersi”.
La ministra ha espresso frustrazione nei confronti dei colleghi che spesso collegano il suo nome a possibili ballottaggi per la leadership.
Un sostenitore della campagna di destabilizzazione, ha detto che i deputati che dopo le elezioni del 2022, hanno cambiato corrente passando dalla destra alla sinistra, con l’allora ministro del Tesoro Tim Pallas, potrebbero esprimersi a favore di un cambiamento di leader.
Tra questi il ministro dell’Ambiente Steve Dimopoulos che ha reagito con rabbia smentendo le ultime speculazioni che ha definito “assolutamente ridicole”. L’anonimo esponente laburista ha sottolineato che affinché una sfida alla leadership abbia successo sarà necessario che una componente della fazione di sinistra si unisca alla destra.
Nella destra però non tutti sono favorevoli ad un cambiamento. Un esponente della corrente ha detto che una sfida oggi sarebbe un suicidio politico: “Dobbiamo tenere in piedi la baracca”, ha aggiunto.
Un esponente della sinistra ha esortato i colleghi a rimettersi in carreggiata: “Questo governo è come il tuo maglione preferito, è in ottime condizioni ma basta un cretino che tiri un filo per fare il patatrac”.
La combinazione di 12 anni di laburisti al governo, un elettorato reso irrequieto dall’inaspettato successo di One Nation, la persistente crisi del carovita, l’impopolarità della premier e la sua inabilità di gestire lo scandalo sulla corruzione nei cantieri dei grandi progetti governativi, hanno creato terreno fertile per un colpo di mano. Dopo la pubblicazione di ogni sondaggio d’opinione negativo per il governo, sicuramente le voci su un cambiamento al vertice dell’esecutivo riemergeranno puntualmente.
La Coalizione che dalle ultime elezioni ha cambiato quattro leader ed è stata funestata per anni da divisioni e spaccature, ha tentato di sfruttare la situazione di vulnerabilità dei laburisti. La leader dell’opposizione Jess Wilson nel Question Time parlamentare la scorsa settimana, ha deciso di bypassare la premier formulando una domanda sulla corruzione nei cantieri governativi a Carroll e Williams.
Carroll ha escluso l’istituzione di una Commissione reale d’inchiesta sul progetto Big Build, Williams che del progetto è responsabile in qualità di ministra delle Infrastrutture, no.
In base al cambiamento di regolamento introdotto nel Partito laburista a seguito degli anni d’instabilità dei primi ministri Kevin Rudd e Julia Gillard, per una sfida alla leadership è necessario prima indire un ballottaggio tra tutti gli iscritti.
La buona notizia per Allan è che non manca molto alla fine della legislatura, la brutta notizia è che in quel lasso di tempo ci saranno ancora tanti sondaggi. L’ultimo dei quali è arrivato puntualmente due giorni fa. Il rilevamento commissionato dall’Herald Sun a Freshwater Strategy, indica che i laburisti guidati dai potenziali successori di Allan sarebbero molto più competitivi.
Il voto primario laburista è sceso al 27% (meno due), mentre quello della Coalizione è salito di tre punti al 30%. Una volta distribuite le preferenze la Coalizione è al 52% e i laburisti al 48%, ma se la premier fosse sostituita da Williams o da Carroll, i due schieramenti sarebbero appaiati al 50%.
Fonti autorevoli sostengono che si sta cercando di portare in porto un accordo che vedrebbe Carroll premier e Williams vice leader.
Il cambiamento alla leadership potrebbe venir vanificato se la Coalizione accogliesse il suggerimento dell’ex premier liberale Jeff Kennett, di una Coalizione per il Victoria, con One Nation che alle elezioni nel South Australia si è aggiudicato il 22% del voto primario. La leader dell’opposizione Jess Wilson ha finora escluso ogni accordo con il Partito fondato da Pauline Hanson.
RS