ADELAIDE - One Nation guarda con ambizione alle imminenti elezioni statali, ritenute un banco di prova importante per misurare la reale forza elettorale della formazione guidata da Pauline Hanson.

Il deputato federale Barnaby Joyce, passato lo scorso anno dai nazionali a One Nation, ritiene che il partito possa ottenere risultati molto buoni in diversi collegi, pur restando prudente sulle possibilità di conquistare effettivamente seggi alla Camera bassa. Ospite del programma televisivo Insiders di ABC, domenica scorsa, Joyce ha affermato che il partito potrebbe arrivare primo in termini di voto primario in numerosi distretti: “Posso assolutamente assicurare che One Nation arriverà al primo posto in molti collegi”, ha dichiarato.

Tuttavia, Joyce ha riconosciuto che il sistema delle preferenze potrebbe impedire al partito di trasformare questi risultati in vittorie elettorali. I flussi di preferenze da parte di laburisti e liberali potrebbero infatti favorire altri candidati anche quando One Nation ottiene il maggior numero di voti iniziali.

La campagna elettorale è entrata nella fase finale con un intenso tour della leader Pauline Hanson e del candidato di punta al Consiglio legislativo, Cory Bernardi. Nei giorni scorsi hanno incontrato elettori a Mount Gambier e a Maitland, nella Yorke Peninsula. Bernardi ha parlato di un crescente entusiasmo attorno al partito, ma ha sottolineato che il vero indicatore di successo sarà la presenza in Parlamento. “Un buon risultato significa avere rappresentanza parlamentare. Questo è il mio parametro”, ha spiegato.

Secondo Bernardi, la decisione dei due principali partiti su come distribuire le preferenze potrebbe essere determinante, sostenendo che potrebbero coordinarsi per impedire l’elezione di candidati di One Nation.

Tra le promesse della campagna elettorale figura anche l’intenzione di presentare un disegno di legge per abolire la “Voce al Parlamento” statale qualora One Nation riuscisse a ottenere seggi. La campagna non è stata priva di polemiche. Bernardi è tornato al centro dell’attenzione per vecchie dichiarazioni in cui collegava il matrimonio tra persone dello stesso sesso all’accettazione sociale della bestialità, commenti che all’epoca suscitarono critiche.

Nel frattempo, gli elettori incontrati durante gli eventi pubblici hanno indicato immigrazione, costo della vita e crisi abitativa come principali motivi di sostegno a One Nation. Il premier del South Australia Peter Malinauskas ha dichiarato di non voler sottovalutare la sfida elettorale, mentre la leader liberale Ashton Hurn ha riconosciuto che una parte dell’elettorato sta guardando a One Nation per esprimere frustrazione verso i partiti tradizionali.

I laburisti guidati da Malinauskas godono di straordinari consensi nello Stato che ha fatto progressi economici solidi riuscendo a strappare al Victoria il Gran Premio di motociclismo. Gli osservatori prevedono una nuova vittoria a valanga dei laburisti.

Intanto l’ex leader dell’opposizione liberale, David Spears, che solo 10 mesi fa è stato condannato per due capi d’accusa per spaccio di stupefacenti, dei quali si era dichiarato colpevole, ha annunciato la sua candidatura come indipendente, nel seggio di Black, il collegio che ha rappresentato in Parlamento, fino alle sue dimissioni nel 2024 dopo un video che lo mostrava mentre stava sniffando una sostanza bianca da un piatto.  Spiers aveva inizialmente detto che si trattava di un video falso, prima di ammettere di aver assunto cocaina per sfuggire alle pressioni e le tensioni della sua posizione di leader dell’opposizione.

“Ho pensato a lungo alla mia candidatura, penso di aver ancora consensi nella comunità, mi sento bene e penso di aver ancora molto da offrire”, ha dichiarato intervistato da 7.30 su ABC.

Sono stati sollevati dubbi sull’eleggibilità di Spears. La costituzionalista dell’Università di Sydney, Anne Twomay, ha detto che la legge del South Australia sull’eleggibilità dei candidati non è chiara: “Ci sono ambiguità nel provvedimento statale e se (Spears, ndr) venisse eletto e la sua elezione fosse contestata, sarebbe una questione che spetterebbe ad un tribunale decidere”.

Il commissario della Commissione elettorale del South Australia, Mick Sherry sostiene invece che in base alla sua interpretazione della legge, Spears sia eleggibile: “Sono convinto che abbia i requisiti per candidarsi alle elezioni”.