FIRENZE – L’uomo accusato dell’omicidio di Denisa Paun ha tentato di fuggire dal carcere di Sollicciano (Firenze). Vasile Frumuzache, romeno, 32 anni, detenuto per una serie di delitti ai danni di prostitute tra Prato e Montecatini, questa mattina ha provato a scavalcare i muri della struttura durante l’ora d’aria, usando una corda rudimentale ricavata da lenzuola.
La fuga è stata fermata all’ultimo momento da un agente di ronda, evitando che il detenuto riuscisse a raggiungere l’esterno del penitenziario.
Frumuzache, accusato di una serie di omicidi di prostitute (tra cui Denisa Paun) che operavano tra Prato e Montecatini (Lucca), ha tentatol’evasione verso le 10. Lo riferisce il sindacato di polizia penitenziaria Osapp spiegando che sarebbe riuscito a scavalcare prima il muro dei passeggi e poi quello di cinta usando una corda rudimentale ricavata, pare, da lenzuola, annodate in modo da poter scalare la parete.
Denisa, anch’essa romena e all’epoca 30enne, scomparve il 15 maggio 2025 e il suo corpo fu ritrovato dopo circa 3 settimane. A Frumuzache gli inquirenti arrivarono con un’indagine che incrociò immagini di videocamere e tracciamento di messaggi telefonici.
Il tentativo di fuga, spiega sempre Osapp, è stato sventato dall’unico agente penitenziario di pattuglia che in auto faceva il giro di ronda nel perimetro del carcere. Il detenuto è stato bloccato e riportato in cella.
Se Frumuzache fosse riuscito a scavalcare completamente anche il secondo muro, poi avrebbe attraversato un breve tratto di terreno e avrebbe potuto raggiungere e superare l’alta recinzione metallica esterna, scappando nei campi intorno al carcere.
“Pieno apprezzamento per l’operato dell'agente” che ha visto e bloccato il detenuto, afferma in un comunicato il delegato nazionale del sindacato Osapp, Canio Colangelo, che invece nello stesso testo esprime “forti perplessità sulle capacità organizzative e sulla sicurezza della struttura che, anche in questo caso, ha dimostrato di essere una groviera”.
“Ci si domanda infatti come ha potuto un detenuto che dovrebbe essere super sorvegliato per motivi di sicurezza e anche di incolumità - conclude - rendersi autore di una tale azione”.
“Apprezzamento e gratitudine” al personale di Polizia Penitenziaria “per la professionalità e la prontezza dimostrate” vengono espressi dal sindacato Sappe per la Toscana, col segretario Francesco Oliviero, il quale sottolinea però le “gravi carenze strutturali” del carcere di Sollicciano e la cronica carenza di personale. Anche il segretario generale del sindacato di categoria Donato Capece ha elogiato l'operato degli agenti.
“È solo grazie alla loro professionalità se è stato possibile sventare una fuga che avrebbe potuto avere conseguenze gravissime” afferma, ribadendo “la necessità di investimenti strutturali, assunzioni e risorse adeguate per garantire la sicurezza negli istituti penitenziari”.