SYDNEY - Nella Riverina occidentale, una delle principali aree agricole dell’Australia, la carenza di abitazioni sta diventando un ostacolo concreto per le imprese e per lo sviluppo del territorio.
A Griffith e dintorni, aziende e lavoratori si scontrano con un mercato immobiliare sempre più teso, tra affitti in aumento e disponibilità limitata.
Il problema è ormai strutturale. “I dipendenti arrivano qui e non trovano casa”, ha spiegato Darren De Bortoli, amministratore delegato dell’azienda vinicola De Bortoli Wines, che impiega circa 250 persone nel sito di Bilbul, nel sud del New South Wales. Per far fronte alla situazione, l’azienda ha convertito due case agricole in alloggi temporanei per i lavoratori.
Se per la manodopera stagionale le difficoltà sono note da tempo, oggi la criticità riguarda soprattutto il personale qualificato assunto in modo stabile, che rappresenta circa il 20 per cento della forza lavoro. “All’inizio erano i miei dipendenti a ospitare i nuovi arrivati. Poi abbiamo dovuto trovare una soluzione interna”, ha aggiunto De Bortoli.
Griffith è un polo produttivo di assoluto rilievo, con attività che spaziano dalla viticoltura all’avicoltura, fino alla lavorazione della frutta. Il settore manifatturiero resta uno dei principali datori di lavoro, insieme a edilizia, sanità e agricoltura. La popolazione, oggi intorno alle 28mila persone, è destinata a superare le 31mila nei prossimi vent’anni.
Ma l’offerta abitativa non tiene il passo. Secondo l’agente immobiliare Frank Franco, in città sono disponibili pochissime case in affitto, con una forte concorrenza tra i candidati: “Per ogni proprietà si possono avere anche dieci richieste”.
I prezzi sono in salita. L’affitto medio per una casa con tre camere da letto si aggira tra i 480 e i 500 dollari a settimana, rispetto ai circa 380 dollari del 2020. Un aumento che riflette una tendenza più ampia: negli ultimi cinque anni, i canoni sono cresciuti del 31 per cento, mentre i valori immobiliari sono saliti di circa il 12 per cento solo nell’ultimo anno.
Le autorità locali hanno individuato alcune aree per nuovi sviluppi residenziali, come Hanwood, Yenda e Yoogali, ma molti di questi progetti erano già previsti da oltre un decennio e restano frenati da iter autorizzativi lunghi e complessi.
Nel frattempo, le imprese continuano a tamponare l’emergenza con soluzioni autonome. Una risposta che però non può sostituire un intervento strutturale, mentre la domanda di lavoro cresce più rapidamente della disponibilità di case.