MELBOURNE - Le quattro maggiori banche australiane prevedono una nuova serie di aumenti dei tassi d’interesse da parte della Reserve Bank of Australia (RBA), con la possibilità di tre rialzi consecutivi nei prossimi mesi.

ANZ è stata l’ultima tra i grandi istituti finanziari a rivedere le proprie previsioni, allineandosi alle stime già avanzate da Commonwealth Bank, Westpac e NAB.

Secondo le analisi aggiornate, la Banca centrale potrebbe innalzare il tasso di sconto di 25 punti base nella riunione prevista per la prossima settimana e ripetere lo stesso intervento nell’incontro successivo di maggio. L’ultimo rialzo del costo del denaro deciso dalla RBA risale al 3 febbraio, quando il tasso ufficiale è stato portato al 3,85 per cento.

Se le previsioni delle banche dovessero concretizzarsi, i tassi d’interesse raggiungerebbero il 4,35 per cento nel giro di pochi mesi. Un simile scenario avrebbe effetti diretti sui mutui. Secondo le stime, un proprietario con un prestito immobiliare da un milione di dollari vedrebbe aumentare le rate di circa 453 dollari al mese nell’arco dei tre rialzi previsti tra febbraio, marzo e maggio.

Gli economisti delle banche attribuiscono il cambiamento delle previsioni soprattutto alla persistente pressione inflazionistica e alla solidità del mercato del lavoro australiano. Nel loro aggiornamento, gli analisti di ANZ hanno indicato che l’inflazione resta sopra il livello obiettivo della Banca centrale e che questo elemento potrebbe pesare più dei rischi legati alla crescita economica.

A questi fattori si aggiunge l’incertezza generata dal conflitto in Medio Oriente, che ha spinto al rialzo i prezzi del petrolio e potrebbe alimentare ulteriori pressioni sui prezzi. Anche NAB e Westpac hanno evidenziato che l’evoluzione della guerra e il suo impatto sui mercati energetici saranno elementi decisivi per le prossime decisioni della RBA.

Secondo Westpac, un eventuale calo dei prezzi del petrolio dovuto a una rapida soluzione del conflitto potrebbe ridurre la necessità di ulteriori aumenti dei tassi. “Non è lo scenario principale, ma resta una possibilità da monitorare”, ha spiegato la capo economista della banca Luci Ellis.

Gli analisti ritengono comunque che l’istituto centrale possa sentirsi obbligato a reagire per evitare che l’aumento dei prezzi dell’energia si trasformi in una nuova spinta inflazionistica. Sally Tindall, direttrice di Canstar Data Insights, ha osservato che il conflitto in Medio Oriente ha introdotto un forte elemento di incertezza nelle prospettive economiche.

Se i tre rialzi dovessero materializzarsi, ha avvertito, la pressione sui bilanci delle famiglie australiane potrebbe aumentare ulteriormente in un momento già difficile per molti mutuatari.