ROMA - “Una fuga lunga migliaia di chilometri per nascondere le crepe nel governo e rispondere alla crisi economica provocata dal suo amico Trump, senza aiutare davvero famiglie e imprese”. Così le opposizioni hanno commentato la missione a sorpresa di Giorgia Meloni nei paesi arabi del Golfo. 

Parole a cui la premier, in un lungo video postato sui social, replica con forza: “In Patria come all’estero ho una sola bussola e cioè la difesa dell’interesse nazionale”. 

La premier ha spiegato che l’obiettivo del suo viaggio è quello di “dare un messaggio di solidarietà verso nazioni amiche e dare una mano ad affrontare problemi e difendere gli interessi nazionali”, sottolineando che “quando nel Golfo cresce l’instabilità ne risentono anche i costi dell’energia, le imprese, il lavoro e in ultima istanza il potere di acquisto delle famiglie”. 

A questo riguardo Meloni ha spiegato che il solo Qatar copre il 10 per cento del fabbisogno italiano di gas, e l’area del Golfo garantisce il 15 per cento del petrolio che serve al Paese.  

“In un mondo più instabile, proteggere l’interesse nazionale significa anche e soprattutto costruire relazioni solide con partner affidabili nei luoghi che incidono sulla nostra sicurezza e la nostra economia”, ha affermato, sostenendo che “il modo più concreto per difendere l’Italia, il lavoro degli italiani e il futuro della nostra Nazione”. 

La segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, ha invece ribadito gli attacchi, sottolineando che “la subalternità a Trump sta facendo solo danni e le famiglie e le imprese sono in bolletta”, e il capogruppo del M5s al Senato, Luca Pirondini, ha rincarato la dose: “Vuole raccontare una presidente che torna ‘operativa’ dopo la sconfitta tremenda al referendum, mentre in realtà il suo governo è nel caos, tra scandali e dimissioni una dietro l’altra. È una corsa a tenere insieme i pezzi, ma la verità è che questo governo è politicamente finito. E lo è anche per la sua scelta di stare completamente piegati su Donald Trump”. 

Anche per Nicola Fratoianni di Avs, il viaggio nel Golfo serve a distogliere l’attenzione dai guai interni. “È imbarazzante vedere Giorgia Meloni in giro con il cappello in mano di fronte a emiri e padroni di gas e petrolio di varia natura cercando di mettere 4.200 chilometri fra lei e i disastri che combinano i suoi ministri e sottosegretari”, ha commentato ironicamente. 

Riccardo Magi di +Europa ha dichiarato che “il governo è alla ricerca di soluzioni senza avere una strategia”. Angelo Bonelli dei Verdi gli ha fatto eco: “Meloni va dai signori del petrolio, a partire dall’Arabia saudita, invece di sostenere le imprese italiane”. 

L’unica voce nettamente fuori dal coro nell’opposizione è quella Carlo Calenda, che ha definito la missione “un’ottima iniziativa”, e anche da Italia viva arriva un mezzo credito di fiducia.  

Il vicepresidente del partito, Enrico Borghi, ha affermato: “Siamo all’opposizione del governo, non del Paese, e operare per la nostra sicurezza economica ed energetica merita apprezzamento”, avvertendo però la premier in vista dell’informativa alle Camere: “Ci attendiamo che dopo la sconfitta referendaria, non ricorra al ‘maquillage’”. 

Meloni riferirà giovedì prossimo alle 9 alla Camera e alle 12 al Senato sull’azione del governo. Sarà un resoconto ad ampio raggio, dallo stato di salute dell’esecutivo alla situazione internazionale, e non sarà messo ai voti come avviene con le comunicazioni. Dopo l’intervento della presidente, ogni gruppo avrà dieci minuti per la discussione.